Obbligo vaccini a scuola, come ottenere l'esonero: in 10 punti il piano operativo

Giovedì 17 Agosto 2017 di Maria Pirro
Il ministero della salute ha emanato la Circolare 16 agosto 2017 con le prime indicazioni operative per l’attuazione del decreto legge n. 73 del 7 giugno 2017, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, che rende aumenta il numero e obbligatorie più vaccinazioni per frequentare la scuola, quella dell'obbligo ma anche gli asili nido. In allegato alla circolare, ci sono modelli per presentare la documentazione e le tabelle. Il Mattino ha preparato un vademecum semplificato con 10 domande e risposte.

1. Chi deve vaccinarsi?
Dipende dall’età. Per i nati dal 2001 al 2004, oltre alle 4 vaccinazioni già imposte per legge (anti-epatite B, anti-tetano, anti-poliomielite, anti-difterite), sono obbligatorie e gratuite l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia e l’anti-pertosse, l’anti-haemophilus influenzae tipo b. Per i nati dal 2005 al 2011 e per i nati dal 2012 al 2016, oltre alle 4 vaccinazioni già imposte per legge, l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, e l’anti-haemophilus influenzae tipo b. Invece, per i nati dal 2017 in poi, oltre alle 4 vaccinazioni, sono obbligatorie l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’antiHaemophilus influenzae tipo b più l’anti-varicella.

2. Anche i richiami sono obbligatori?
Sì. In particolare, il richiamo contro difterite-tetano-pertosse-polio nell’adolescenza è obbligatorio se sono trascorsi 9 anni dall’ultima dose del vaccino e per chi non ha ancora compiuto 17 anni.

3. Devono vaccinarsi anche i migranti?
Certo, anche i minori stranieri non accompagnati, fino a sedici anni, senza cittadinanza italiana o dell’Unione europea. Per loro è obbligatoria l’iscrizione al servizio sanitario nazionale.

4. Quali sono le vaccinazioni soltanto raccomandate? 
Fino ai 16 anni, lo sono le vaccinazioni anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus. Tutte somministrate gratuitamente. Per il ministero della salute, il farmaco antirotavirus «è particolarmente importante nei primi anni di vita» per prevenire alcuni tipi gastroenteriti che «possono assumere anche quadri molto severi». Il ciclo di somministrazioni (a 2 o 3 dosi a seconda del prodotto impiegato) deve essere completato secondo le indicazioni contenute nella scheda del vaccino, ossia entro la 28esima o 32esima settimana di vita a seconda del prodotto. 

5. Chi non ha fatto le vaccinazioni finora?
L’operazione «recupero» dei «non vaccinati» o dei «parzialmente vaccinati» scatta a partire dal sessantunesimo giorno di vita del bambino. L’intervento è a cura delle Asl e necessita di una valutazione preliminare da parte degli operatori sanitari, che devono considerare diversi elementi per decidere il da farsi. Tra questi, i vaccini e il numero di dosi già somministrate, l’età del bambino e le sue condizioni di salute, il numero di dosi necessarie a completare ciascun ciclo, l’intervallo di tempo che deve trascorrere tra una punturina e l’altra, ma anche la possibilità di associare, nella stessa seduta, più farmaci.

6. Quali altre vaccinazioni sono previste?
L'offerta attiva e gratuita include anche le vaccinazioni antipapilloma virus (HPV) per gli undicenni e anti-meningococcica tetravalente ACWY per gli adolescenti. 

7. Come ottenere l'esonero?
Si può richiedere se il bimbo ha già contratto la malattia per la quale è prevista la profilassi, ma il dato va comprovato, presentando la relativa documentazione. In una circolare il ministero della salute puntualizza che la profilassi va comunque completata, «utilizzando vaccini combinati, in assenza di rischi aggiuntivi», se i farmaci contro le altre patologie incluse nello stesso ciclo di profilassi non sono disponibili in singole dosi tra i prodotti in commercio. Inoltre, le vaccinazioni obbligatorie possono essere omesse o differite anche «ove sussista un accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche» attestate dal medico di famiglia o dal pediatra gratuitamente, senza oneri a carico delle famiglie. Anche una malattia acuta, a prescindere dalla sua gravità, con o senza febbre, può richiedere di posticipare la vaccinazione (ma ciò non significa un esonero definitivo). La certificazione può essere presentata entro il 10 settembre, per accedere ai servizi educativi e le scuole dell’infanzia (incluse le private), ed entro il 31 ottobre per le altre. 

8. Chi controlla l'elenco degli alunni?
Spetta ai presidi e agli altri dirigenti trasmettere alle Asl, entro il 10 marzo, l’elenco degli iscritti, per l’anno scolastico. I genitori possono presentare il libretto delle vaccinazioni o firmare un’autocertificazione In Campania i dirigenti scolastici sono chiamati compilare un documento excel con i dati degli studenti e inviarlo all’Asl che verifica se i bambini sono vaccinati e poi rimanda l’elenco con un bollino verde per i nomi in regola. A questo punto i presidi devono inviare i genitori degli alunni non vaccinati o parzialmente vaccinati a presentare la documentazione o attivare le ulteriori azioni previste. Anche in questo caso, Asl ha un ruolo centrale nelle attività di prevenzione. Accertato l’inadempimento, l’azienda provvede ad avviare una procedura, stabilita a livello locale, che consiste innanzitutto nel convocare i genitori dei bambini, rivolgendo loro un invito scritto alla vaccinazione, eventualmente corredato di materiale informativo. Se continuano a non rispondere, mamme e papà vengono nuovamente convocati, tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno, per un colloquio. Nell’ipotesi in cui non si presentino o comunque non facciano somministrare il farmaco al bimbo, la Asl procede alla contestazione formale, con l’avvertimento che sarà loro inflitta la sanzione.

9. A quanto ammonta la multa?
Oscilla da 100 a 500 euro. E scatta una sola sanzione, a prescindere dal numero di vaccinazioni omesse. A chi commette più violazioni della medesima disposizione, è precisato nella circolare il ministero della salute, viene comminata una multa maggiorata (e non un numero di sanzioni pari alle violazioni commesse). In caso di una nuova e diversa omissione dell’obbligo vaccinale (anche per un richiamo non effettuato come previsto dal piano di prevenzione), agli stessi genitori viene invece comminata una ulteriore sanzione.

10. Pagata la multa, si può frequentare la scuola?
Nella circolare del ministero della salute è precisato che «la sanzione estingue l’obbligo della vaccinazione», ma non permette che il bambino frequenti comunque i servizi educativi dell’infanzia, sia pubblici sia privati. E questo vale non solo per l’anno in viene accertato l’inadempimento, ma anche per quelli successivi. Salvo che il genitore non provveda.

 Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre, 17:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA