Omicron 5, Zangrillo provoca: «Lavativi seriali asintomatici non lavorano per settimane, così si distrugge il Paese»

Omicron 5, Zangrillo provoca: «Lavativi seriali asintomatici non lavorano per settimane, così si distrugge il Paese»
Omicron 5, Zangrillo provoca: «Lavativi seriali asintomatici non lavorano per settimane, così si distrugge il Paese»
Venerdì 8 Luglio 2022, 10:43 - Ultimo agg. 10 Luglio, 09:07
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Alberto Zangrillo, Omicron e la sua provocazione. «Accade che lavativi seriali, positivi al test Covid-19, non lavorino per settimane, sebbene asintomatici». A sollevare la questione, intervenendo sul tema dei positivi asintomatici in questi giorni di impennata dei contagi Covid, è il prorettore dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano e direttore del Dipartimento di anestesia e terapia intensiva dell'Irccs ospedale San Raffaele.

«Così si distrugge il Paese», scrive in un tweet. 

«Siamo in un'ondata pandemica molto forte. Si poteva evitare non rimuovendo tutte le misure di sicurezza» contro i contagi Covid-19. «Tutti i Paesi, invece, non solo l'Italia, hanno rinunciato a combattere il virus- E il virus poi ti castiga», ha invece detto Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute e ordinario di Igiene all'università Cattolica, ospite di Buongiorno su Sky Tg24.

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LA REPLICA DI BURIONI - A Zangrillo risponde anche il collega virologo Roberto Burioni: «C'è molto trambusto riguardo a un tweet del mio amico Zangrillo che si esprime sulla durata dell'isolamento con la sua - diciamo così - usuale energia dialettica. Non voglio neanche sfiorare la polemica sui lavativi che non mi interessa, ma Alberto, forse involontariamente, pone un problema estremamente importante che dovrebbe essere scientificamente all'ordine del giorno e non lo è». «Ovviamente - scrive Burioni - non possiamo lasciare in circolazione persone contagiose; allo stesso tempo non possiamo permetterci - come società - di privarci del lavoro di troppe persone per un eccesso di precauzione. Dopo i vaccini e gli antivirali è giunto il momento di capire come unire le esigenze di sicurezza sanitaria con quelle economiche, sociali e culturali del Paese. Come bilanciarle è compito esclusivo della politica: ma i dati sui quali decidere - conclude il virologo - deve fornirli la scienza».

COSE DICE GALLI - «I casi di Covid sono molti più di quelli ufficiali perché una larga fascia di persone non denuncia la propria positività, o non ne è consapevole perché ha sintomi lievi o inesistenti. E troppo spesso le persone che si sono infettate vanno a lavorare magari sollecitati, in alcuni contesti, anche dai datori di lavoro a non denunciare il proprio stato. Questo allarga sempre di più il numero di infezioni e si rischia la paralisi delle attività, che possono ritrovarsi con tutto il personale malato». A dirlo all'Adnkronos Salute, Massimo Galli, già direttore del reparto malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano. Galli sottolinea l'importanza, soprattutto in questa fase pandemica con una variante così diffusiva, di «rendere noto il proprio stato di contagiato, tutelando gli altri e anche le attività lavorative stesse. Se non teniamo conto del problema rischiamo di trovarci in guai peggiori, bloccando totalmente le attività. Vediamo, ad esempio, quanto sta accadendo negli ospedali dove molto personale si è ammalato e questo crea disagi e una situazione particolarmente incresciosa».

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