Vaccini aggiornati contro Omicron, ok dell'Aifa. «Realizzati per gli over 60, ma indicati per tutti»

I booster aggiornati potranno essere somministrati dopo tre mesi dal ciclo primario

Omicron, il vaccino aggiornato anche in Italia: via libera dell'Aifa
Omicron, il vaccino aggiornato anche in Italia: via libera dell'Aifa
Lunedì 5 Settembre 2022, 18:14 - Ultimo agg. 6 Settembre, 00:30
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Dopo l'ok da parte dell'Agenzia europea dei medicinali Ema, arriva anche il via libera dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa ai vaccini anti-Covid aggiornati contro la variante Omicron 1 del virus SarsCoV2. I nuovi booster - somministrabili dopo tre mesi dal ciclo primario o dall'eventuale dose booster già ricevuta - sono indirizzati prioritariamente a over60 e soggetti fragili ma tutti, a partire dai 12 anni di età, potranno però decidere di ricevere il richiamo aggiornato. La Commissione tecnico scientifica (Cts) dell'Aifa ha infatti ribadito che la popolazione a maggior rischio di sviluppare malattia grave, per la quale quindi la dose booster con i vaccini anti-Covid aggiornati è fortemente raccomandata in via prioritaria, è rappresentata dai soggetti che presentano fattori di rischio e dagli over 60. 

Booster aggiornati

Tutti gli altri soggetti, afferma la Cts, «possono comunque vaccinarsi con la dose booster su consiglio del medico o come scelta individuale». La Cts, dopo l'Ema, ha dato dunque il via libera all'utilizzo dei vaccini bivalenti Comirnaty e Spikevax, con la motivazione che tali immunizzanti «hanno mostrato la capacità di indurre una risposta anticorpale maggiore di quella del vaccino monovalente originario sia nei confronti della variante Omicron BA.1 che delle varianti BA.4 e BA.5». Sul piano della sicurezza, «i dati disponibili non mostrano differenze rispetto al vaccino monovalente originario». Le nuove 'armì per la campagna vaccinale d'autunno sono dunque pronte ed il ministro della Salute Roberto Speranza ha già annunciato l'arrivo delle prime forniture entro la prima decade di settembre. Questo perchè, ha più volte ribadito, il Covid «non è scomparso e rappresenta ancora un problema». La priorità resta dunque quella di mettere al sicuro con l'immunizzazione soprattutto le fasce più a rischio a partire da anziani e soggetti fragili, fra i quali la quarta dose booster non è decollata. 

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Vaccini, chi non ha la quarta dose

Tanto che, secondo gli ultimi dati della fondazione Gimbe, proprio nella fascia di over60 e fragili al 31 agosto si contano ancora 15,2 milioni senza quarta dose, oltre a 892 mila soggetti non vaccinati. La scommessa è dunque quella di riuscire a recuperare terreno con la campagna vaccinale d'autunno, che vedrà appunto disponibili anche i vaccini booster adattati. Ma proprio sulla campagna autunnale si accendono le polemiche in questi giorni di campagna elettorale. Speranza ribadisce infatti la richiesta di usare «parole chiare» indirizzata a Giorgia Meloni e Matteo Salvini: «Meloni dovrebbe dire con chiarezza cosa pensa della campagna vaccinale da settembre, gli italiani hanno il diritto di sapere; usa gli stessi argomenti no vax e solletica pulsioni di quel pezzetto di Paese che è contro i vaccini. L'ho sfidata ad un confronto pubblico sul tema e lo faccio anche oggi. Meloni e Salvini hanno paura di perdere voti no vax?», chiede il ministro. Nel frattempo, scendono sul piede di guerra i camici bianchi del maggiore sindacato degli ospedalierì, l'Anaao Assomed, annunciando una mobilitazione dei medici e dirigenti sanitari per «difendere i principi della Costituzione e il valore del lavoro che quotidianamente svolgiamo».

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Campagna elettorale criticata

I medici Anaao criticano duramente la campagna elettorale in corso: «Assistiamo da un mese - affermano - ad una campagna elettorale disarmante per la povertà di ragionamenti e di proposte in tema di diritto alla salute dei cittadini e in difesa dei professionisti», ed indicano le priorità sulle quali «misureranno il nuovo governo», a partire dagli investimenti sul Fondo Sanitario dedicati alle risorse umane. Quanto all'andamento della curva epidemica, continua il trend in calo dei ricoveri ed il bollettino giornaliero del ministero della Salute conferma dati in discesa, pur con delle fluttuazioni: sono 6.610 i nuovi contagi (ieri 13.197). Le vittime sono 40, in aumento rispetto alle 30 di ieri, ed il tasso è al 10,3%, in diminuzione. Scendono inoltre sotto i 600mila gli attualmente positivi, un dato simile a giugno. Negli ospedali, sono 185 i ricoverati in terapia intensiva, 5 in meno di ieri, ed i ricoverati nei reparti ordinari sono invece 4.566 (-7).

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