Peste suina, quali sono i sintomi? Si trasmette all'uomo? Come comportarsi, a cosa stare attenti e l'ordinanza del ministero politiche agricole

Venerdì 14 Gennaio 2022
Peste suina, quali sono i sintomi? Si trasmette all'uomo? Come comportarsi, a cosa stare attenti e l'ordinanza del ministero politiche agricole

La peste suina africana fa registrare i primi casi in Italia ed è allarme. Ieri il ministro delle politiche Agricole Stefano Patuanelli e il ministro della Salute Roberto Speranza hanno messo la firma sull'ordinanza pubblicata per frenare l'epidemia nei territori colpiti. «L'ordinanza - si sottolinea - consente alle attività produttive di continuare a lavorare in sicurezza, fornendo rassicurazioni in merito al nostro export». Ecco tutto quello che c'è da sapere a riguardo.

 

Peste suina, cos'è

La peste suina africana è un'evoluzione della peste suina ed è una malattia virale letale che colpisce suini e cinghiali selvatici. E' altamente trasmissibile e mette a rischio gli allevamenti di maiali, così come il commercio di carini suine. I casi maggiori si registrano nell'Africa sub-sahariana, ma ha coinvolto anche eorgia, Armenia, Azerbaigian nonché Russia europea, Ucraina e Bielorussia. 

Il virus può contagiare l'uomo?

Assolutamente no. La peste suina, come spiegato in precedenza, riguarda i suini e i cinghiali selvatici. Per l'uomo non c'è nessun rischio oltre quello economico.

Sintomi e resistenza del virus

I sintomi per i suini e cinghiali colpiti sono la febbre febbre, perdita di appetito, debolezza, aborti spontanei, emorragie interne con emorragie evidenti su orecchie e fianchi. Sono simili a quelli della peste suina classica. Il virus può resistere per anni nella carne congelata e viene reso inattivo solo dalla cottura e da specifici disinfettanti.

L'informativa del ministero della Salute

Il ministero ha pubblicato un documento con alcune informazioni utili sulla peste suina. «Chiunque provenga da aree in cui la malattia è presente può rappresentare un veicolo inconsapevole di trasmissione del virus agli animali» si legge. «Anche i cinghiali, liberi di avvicinarsi alle zone antropizzate, oramai rappresentano uno dei mezzi di diffusione del virus, qualora entrino in contatto con allevamenti che non rispettano le norme di biosicurezza o con rifiuti alimentari abbandonati o con lavoratori del settore domestico» prosegue l'informativa.

Come comportarsi

Il ministero della Salute si raccomanda di «Non portare in Italia, dalle zone infette comunitarie, prodotti a base di carne suina o di cinghiale, quali, ad esempio, carne fresca e carne surgelata, salsicce, prosciutti, lardo, che non siano etichettati con bollo sanitario ovale». Inoltre si spiega di «Smaltire i rifiuti alimentari, di qualunque tipologia, in contenitori idonei e chiusi e non somministrarli per nessuna ragione ai suini domestici o ai cinghiali». E ancora «Non lasciare rifiuti alimentari in aree accessibili ai cinghiali» e «Informare tempestivamente i servizi veterinari del ritrovamento di una carcassa di cinghiale».

I dati

Due milioni di ungulati in circolazione, oltre duecento milioni di danni all'agricoltura e 469 incidenti, anche mortali, in quattro anni. Su indicazione del Ministero della Sanità, la Regione Emilia-Romagna è al momento fuori dalla zona infetta ma ieri una ordinanza del presidente Stefano Bonaccini ha già imposto lo stop di alcune forme di caccia al cinghiale nelle province di Parma e Piacenza, considerate quelle più a rischio in Emilia-Romagna per la vicinanza con Piemonte e Liguria, dove si sono verificati i primi casi di Psa. Insieme alle necessarie tempestive misure di prevenzione e sorveglianza, secondo Coldiretti «occorre vigilare contro le speculazioni di mercato a tutela degli allevatori e del sistema economico ed occupazionale». 

Ultimo aggiornamento: 15:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA