In una serie di grotte di calcare del Nord del Laos, la scoperta: in alcuni pipistrelli sono stati trovati virus cugini di Sars Cov-2 in grado di riconoscere le cellule umane con un'efficienza simile a quella del ceppo virale «di Wuhan». Sì, il virus originale che fece esplodere la pandemia. A dirlo è un lavoro dell’Istituto Pasteur e dell’Università nazionale del Laos svolto grazie a una missione scientifica tra le foreste per avere maggiori dettagli su ciò che portò all’ormai famoso salto di specie.
I campioni raccolti hanno permesso all’Istituto francese, all’Università di Parigi e alla Scuola nazionale di veterinaria di Alfort, di identificare questa grande similitudine. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature.
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I ricercatori laotiani hanno identificato tre virus, Banal-103, Banal-236, Banal-52, che hanno somiglianze genomiche con Sars Cov-2, in particolare con la proteina Spike che consente ai virus di legarsi con le cellule ospiti. Dei tre, il ceppo 236 è risultato in grado di moltiplicarsi nelle cellule umane.
«L'esistenza di questi virus scoperti nei pipistrelli supporta l'ipotesi che il Sars Cov-2 possa aver avuto origine da quelli che vivono nelle vaste morfologie carsiche della penisola indocinese tra Laos, Vietnam e Cina. I nostri risultati tendono a dimostrare che altri virus correlati potrebbero rappresentare un rischio per la salute umana», sottolinea Marc Eloit, capo del laboratorio di Scoperte patogenetiche presso l'Istituto Pasteur e professore di virologia presso la Scuola nazionale veterinaria di Alfort.
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