Super Green pass, arriva il biglietto elettronico per treni e bus che lo includerà. E il governo: «Più controlli alle frontiere»

Giovedì 2 Dicembre 2021 di Mauro Evangelisti
«Più controlli alle frontiere». E arriva il biglietto elettronico per treni e bus: includerà il Green pass

Trasporti e mobilità, anche in vista delle festività natalizie, sono il terreno di sfida per rallentare la pandemia. Ora il governo punta su un rafforzamento dei controlli alle frontiere e sui mezzi di trasporto pubblico. Anche se saranno comunque a campione, per non paralizzare il sistema. E si lavora anche sull'introduzione di un e-ticket (biglietto elettronico) che già contenga l'informazione basilare: dirà se il titolare ha il Green pass, se è di tipo normale (dunque anche con test antigenico) o rafforzato (solo con vaccino o superamento della infezione). Va tenuto conto che con il decreto che diventerà operativo il 6 dicembre, in zona arancione gli spostamenti da una Regione con alta circolazione del virus saranno consentiti solo a coloro che hanno il Super green pass. Ma il progetto, su cui si sta lavorando, è di fare dialogare i sistemi e di avere un biglietto elettronico per tutti i mezzi - metro, bus, treni regionali, alta velocità, aerei - che contenga, sia pure nel rispetto della privacy, i dati del Green pass. Lo ha anticipato ieri il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini: «È allo studio il passaggio al biglietto elettronico che contenga informazioni sul possesso del Green pass. Si tratta di un'occasione per un salto di qualità implementando e-ticket e trasformare crisi in opportunità».

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Sia chiaro: non è una cosa che succede domani, ma dal punto di vista tecnologico non è così difficile applicare questa innovazione anche perché la diffusione dei biglietti elettronici, rispetto al passato, è sempre più vasta e ognuno di noi, prendendo l'aereo o il treno dell'alta velocità, si è abituato a usare il Qr-code memorizzato nello smartphone, senza ricorrere al classico ticket di carta (che si tende a scoraggiare proprio per ridurre le occasioni di contatto e non favorire la trasmissione del virus).

Le frontiere

L'altro fronte caldo è quello dei confini, dei viaggi all'estero e di chi arriva nel nostro Paese. A causa delle preoccupazioni suscitate dalla variante Omicron, ormai presente in Europa probabilmente da alcune settimane, ci si domanda se sia sufficiente, negli spostamenti all'interno dei confini della Ue, limitarsi alla richiesta del Green pass. L'Italia per ora ha scelto di attenersi alla linea comune dell'Unione europea, mentre altri Paesi come il Portogallo sono più prudenti e chiedono l'esito del tampone a tutti, anche ai vaccinati. Il nostro Paese ha alcuni fronti caldi, come i confini con la Slovenia dove l'incidenza è tra le più alte del continente. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ribadisce che al momento l'Italia si limita alla richiesta del Green pass a chi proviene da Paesi europei, ma comunque i controlli saranno maggiori, visto che oggi in aeroporto spesso nessuno ti chiede nulla e le compagnie aeree fanno verifiche molto blande (capita di partire mostrando un foglio di carta che nessuno passa sotto il lettore ottico, dunque potrebbe essere stato banalmente riprodotto con photoshop usando quello di un'altra persona). Ieri, rispondendo al question time in Parlamento, Speranza ha spiegato: «L'incidenza su 7 giorni in Slovenia era di 786 casi ogni 100mila abitanti, in Austria di 904 casi, in Svizzera di 583 casi, in Germania di 485 casi e in Francia di 319 casi. Il dato dell'Italia nell'ultimo report dell'Iss è di 125 casi per 100mila abitanti e gli ultimi dati aggiornati dicono che la cifra sale a 146. Quindi c'è una differenza tra il nostro Paese e gli altri». Questo dovrebbe convincerci a rafforzare i controlli ai confini.

 

Standard elevati

Replica Speranza, distinguendo gli arrivi da Paesi extra Ue da quelli all'interno dell'Unione: «Abbiamo avuto standard più elevati nelle regole di ingresso per gli arrivi da Paesi extra Ue, per molti c'è la quarantena, per gli altri c'è il Green pass. Credo che le regole ci siano e sono improntate ad un principio di prudenza che ci ha sempre guidato, testimoniato dai numeri del contagio. Sarà importante far rispettare pienamente le regole che ci siamo dati e voglio rassicurare che il lavoro del governo dovrà muoversi per rinforzare i controlli, non solo negli aeroporti, ma anche in altre modalità di arrivo. Come nella zona tra la Slovenia e il Friuli-Venezia Giulia: lavoreremo in quell'area come in altre per rafforzare controlli a campione dentro i confini che hanno una porosità di relazioni tra comunità spesso molto connesse tra loro». Al momento però c'è una marcata differenza tra ciò che dicono sulla carta le regole e l'esperienza quotidiana, nella pratica, di chi sbarca in un aeroporto italiano e davvero spesso incontra zero controlli.

 

 

Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 09:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA