Terza dose, la svolta: si può fare dopo 5 mesi

Martedì 23 Novembre 2021 di Francesco Malfetano
Terza dose, la svolta: si può fare dopo 5 mesi

La terza dose del vaccino anti-Covid sarà somministrata a 5 mesi dalla seconda e non più dopo 180 giorni. L’annuncio era nell’aria da tempo ma solo ieri, a poche ore dall’inizio della campagna di richiamo anche per i 40-59enni, è arrivata l’ufficialità.  

Ad anticiparlo, nel corso dell’incontro tra le Regioni e il governo tenuto nel tardo pomeriggio, è stato il ministro Roberto Speranza che ha anche rimarcato come risulti fondamentale accelerare con le inoculazioni di richiamo in una fase di recrudescenza pandemica come quella attuale.

A riunione finita è poi arrivato anche il parere richiesto all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) in cui si specifica che l’anticipazione della dose booster è stata adottata in «un’ottica di massima precauzione». Considerando che la circolazione virale è aumentata, ed anche sulla base di quanto stabilito negli altri Paesi (in Germania la stessa decisione è stata presa domenica), secondo la Commissione tecnico-scientifica dell’Agenzia infatti «può essere considerata appropriata - si legge nel testo - una anticipazione della dose booster a partire da 5 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario».

L’idea, specie a seguito dei dati pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) nei giorni scorsi che certificano il calo della protezione fornita dai vaccini contro il decesso per Covid dal 94 per cento all’82, è quella di ampliare significativamente la platea di coloro che possono accedere al booster sin da subito. In particolar modo perché alle porte ci sono le festività natalizie, considerate tra i periodi di massima mobilità e massima socialità nel Paese. Tant’è che considerando il picco di somministrazioni raggiunto tra giugno e luglio scorso, si tratta di almeno tre milioni di over 40 in più che ora potranno prenotare una dose del vaccino a mRna. E non è un caso se il commissario per l’Emergenza Francesco Paolo Figliuolo ha già fatto sapere che almeno una parte dei grandi hub vaccinali dismessi nelle scorse settimane (circa il 30% del totale) potrebbero essere riaperti per evitare un collo di bottiglia che spinga le prenotazioni per la terza dose ben al di là di Natale. 

Anche perché è attesa entro questo fine settimana l’approvazione dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) anche per le somministrazioni ai bambini tra i 5 e gli 11 anni. Un intervento tanto determinante (l’incidenza nella fascia di età 0-9 è 129 ogni 100mila abitanti, più di qualsiasi altro) quanto di “peso”. Nel senso che questo via libera sbloccherebbe altri 4 milioni di potenziali vaccinandi. 

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Inoltre, tornando alla terza dose, sale anche già il pressing per renderla disponibile a tutte le altre fasce di età. «Oggi siamo soddisfatti per questa apertura sull’anticipazione che auspichiamo sia senza vincoli di età - spiega l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato - Ora bisogna correre». 

Ultimo aggiornamento: 10:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA