Test di Medicina, il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di 250 studenti

ARTICOLI CORRELATI
1
  • 17
Test di medicina: il Consiglio di Stato dà ragione agli studenti esclusi. Con una sentenza a suo modo storica, il numero chiuso viene dunque messo sotto accusa dai giudici amministrativi che hanno accolto il ricorso di 250 ragazzi.

Grazie alla causa presentata da Consulcesi, network legale che da oltre 20 anni tutela anche i diritti degli aspiranti medici, il Consiglio di Stato ha ammesso infatti circa 250 studenti esclusi dal test.
«È la conferma – afferma il presidente di Consulcesi Massimo Tortorella - delle tesi che sosteniamo da sempre e cioè che il numero dei posti indicati dagli Atenei è di gran lunga inferiore alla loro effettiva capacità ricettiva e che bisogna fronteggiare la carenza dei medici in Italia». 

Le motivazioni della decisione del Consiglio di Stato si fondano sul fatto che per l’anno accademico 2019/2020 il Ministero ha aumentato di 1600 i posti disponibili. I Giudici della suprema Corte affermano che «tale aumento non soltanto è indice del sottodimensionamento dei posti sin qui disponibili nell’offerta formativa, ma sembra anche più aderente ai prevedibili fabbisogni sanitari futuri». La sentenza arriva esattamente alla vigilia degli scorrimenti delle graduatorie, la cui pubblicazione è stata accompagnata da una lunga scia di polemiche per via delle numerose irregolarità che hanno contraddistinto anche questa edizione dei test, e mette automaticamente in discussione anche il numero dei posti stabilito per il prossimo anno accademico.

«Il diritto allo studio non può essere limitato – continua Tortorella -. La selezione dei più capaci e meritevoli deve essere fatta durante il corso di studi e non affidata alla cabala di quiz commissionati a una società privata. Il test di quest’anno è stato uno tra i più irregolari con segnalazioni di documenti falsificati, microfoni nascosti, domande che non avrebbero dovuto esserci o con errori ortografici. Gli Atenei interessati dalle irregolarità sono stati 27 su un totale di 41. Circa il 79% delle segnalazioni provengono dal Sud Italia. Le città in cui si sono registrate più irregolarità sono state Milano (7%), Napoli (10%) e Roma (18%)».

«L’esercizio del diritto allo studio deve tornare nella sua sede naturale: le università – conclude Tortorella -. In attesa che questo avvenga l’unico modo per gli studenti di esercitarlo è quello di andare davanti agli organi della giustizia amministrativa. Per questo invitiamo tutti gli aspiranti medici ingiustamente esclusi a contattarci sul nostro sportello virtuale www.numerochiuso.info, sui nostri canali social e al numero verde 800.189091».
Martedì 8 Ottobre 2019, 17:26 - Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre, 10:35
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2019-10-08 20:48:23
E che si ascolti e si metta in atto il pensiero di Tortorella

QUICKMAP