Trapianto del viso, la straordinaria storia di Katie: ferita da proiettile a 18 anni, ora ha un volto nuovo

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Una straordinaria serie di interventi durata quattro anni per restituirle un volto. Aveva 18 anni Katie Stubblefield quando, nel marzo del 2014, cercò di togliersi la vita sparandosi con un colpo di pistola alla testa. Il tentativo fallì ma la teenager rimase sfigurata e oggi, che ha 22 anni, è diventata la più giovane paziente negli Stati Uniti ad aver ricevuto un trapianto di faccia.

Katie ha raccontato la sua storia al National Geographic, che le ha dedicato la copertina di settembre e un documentario online. Dopo il tentato suicidio la ragazza non poteva respirare, masticare o deglutire da sola, e non aveva più un volto. Ma oggi è convinta di aver avuto «la possibilità di una seconda vita», ed è entusiasta di essere «all'inizio di un nuovo capitolo».



A 16 anni la giovane si era trasferita con la famiglia nel Kentucky a poi a Oxford, in Mississippi: durante l'adolescenza ha avuto gravi problemi gastrointestinali cronici, ma in quei mesi le è stato vicino un ragazzo del suo liceo di cui si è innamorata. Ad un certo punto però Katie ha scoperto i messaggi di un'altra sul suo telefonino e si sono lasciati, proprio mentre i genitori, insegnanti nella sua scuola, hanno perso il lavoro. E lei ha deciso di farla finita: è andata a casa del fratello, ha preso il suo fucile da caccia e si è sparata. Il fratello Robert ha raccontato al National Geographic che ha buttato giù la porta del bagno e l'ha vista a terra in un lago di sangue: il suo viso era «sparito».

Non aveva più il naso, parte della fronte e della mascella, oltre a danni significativi agli occhi e lesioni celebrali. È stata per mesi tra la vita e la morte ma finalmente il 4 maggio del 2017, dopo 22 interventi ricostruttivi, tre anni di attesa per un donatore, e 31 ore di operazione, ha ricevuto un trapianto integrale di faccia alla Cleveland Clinic in Ohio. La sua donatrice è la 31enne Adrea Schneider, morta per overdose, che ha scelto di donare tutti gli organi.

«Non sapevo neppure cosa fosse un trapianto di faccia - ha raccontato Katie - e quando i miei genitori mi hanno spiegato tutto mi sono sentita entusiasta all'idea di poter avere ancora un volto». Oggi ha ancora difficoltà a parlare, è probabile che siano necessarie altre operazioni per migliorare l'aspetto e la funzionalità del viso, e dovrà assumere farmaci per il resto della sua vita per ridurre il rischio di rigetto. «Il mio primo desiderio è che Katie possa essere felice. Questo è un primo passo, ma spero che possa arrivare a un buon livello di normalità», ha commentato il dottor Brian Gastman, chirurgo plastico presso la Cleveland Clinic.
Giovedì 16 Agosto 2018, 20:00 - Ultimo aggiornamento: 20 Agosto, 16:27
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