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Tumore, ecco l'algoritmo che predice l'evoluzione della malattia anche dalle cellule sane

Mercoledì 10 Agosto 2022
Tumore, ecco l'algoritmo che predice l'evoluzione della malattia anche dalle cellule sane

Come nascono, crescono e si evolvono i tumori. È la mappa genetica, creata grazie a una tecnica innovativa e a un algoritmo, che ha permesso di scoprire che diverse mutazioni genetiche tipiche del cancro sono già presenti in molte cellule ritenute sane. A elaborare la mappa sono stati i ricercatori dell'Università di Oxford e dell'Istituto Tecnologico Reale (Kth) di Stoccolma, il cui studio è pubblicato su 'Naturè. La tecnica innovativa è la trascrittomica spaziale che consente agli scienziati di vedere quali cambiamenti genetici avvengono nelle cellule senza rompere il tessuto che stanno guardando.

L'algoritmo: ecco lo studio

«Le attuali tecniche per studiare la genetica delle cellule all'interno dei tumori implicano il prelievo di un campione dall'area cancerosa e l'analisi del Dna. Il problema è che molti tumori, come ad esempio il cancro alla prostata, sono tridimensionali e questo significa che qualsiasi campione fornirebbe solo una piccola istantanea del tumore», osserva lo studio. I ricercatori hanno utilizzato la trascrittomica spaziale per mappare le cellule di un'intera prostata, comprese le aree sane e quelle cancerose. Raggruppando le cellule in base a un'identità genetica simile, sono stati sorpresi di vedere aree di tessuto presumibilmente sano che avevano già molte delle caratteristiche genetiche del cancro.

Secondo Alastair Lamb, del Nuffield Department of Surgical Sciences di Oxford, che ha condotto lo studio: «Il tessuto prostatico è tridimensionale e, come la maggior parte degli organi che possono sviluppare il cancro, abbiamo ancora molto da imparare su quali cambiamenti cellulari sono alla base dello sviluppo dei tumori e dove iniziano. Una cosa di cui siamo abbastanza fiduciosi è che inizia con le mutazioni genetiche». I ricercatori hanno scoperto infatti che molti degli eventi collegati allo sviluppo cellulare del tumore che in precedenza pensavamo fossero collegati specificamente al cancro sono in realtà già presenti nel tessuto benigno. «Questa scoperta ha grandi implicazioni per la diagnosi delle neoplasie e anche, potenzialmente, per decidere quali frammenti cellulari del cancro devono essere trattati», sottolinea Lamb.

Ultimo aggiornamento: 11 Agosto, 09:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA