Vaccini, servirà la quarta dose?
Gli esperti: «Dipende dalla terza»

Mercoledì 1 Dicembre 2021
Vaccini, servirà la quarta dose? Gli esperti: «Dipende dalla terza»

Variante Omicron, vaccini, immunità, terze dosi e richiami: nel susseguirsi delle notizie su Covid-19 il dato inequivocabile da cui partire è che i vaccini stanno funzionando. I numeri e le percentuali parlano da soli: un anno fa, ad esempio, con un virus 10 volte meno contagioso di quello che circola oggi e nessun vaccinato i contagi erano in Italia 3 o 4 volte più numerosi di oggi e le terapie intensive oltre 7 volte più intasate di quanto non accada adesso mentre i decessi nel 2020 erano circa 14 volte più numerosi. 

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Con la variante Omicron è giusto proseguire con la terza dose del vecchio vaccino? 
Sì, allo stato attuale i vaccini, anche in Sud Africa, mostrano di funzionare bene e con notevole efficienza nel frenare la malattia grave. Le infezioni che si registrano con la nuova variante nei soggetti vaccinati in Sud Africa, sono aumentate di numero ma non di gravità. Ciò è probabilmente legato a una maggiore contagiosità del nuovo virus ma non a una malattia più grave e letale. Anche il paziente zero italiano, il manager casertano dell’Eni e il suo nucleo familiare, pur avendo, da vaccinati, contratto l’infezione e sviluppato sintomi (febbre e mal di testa il manager) stanno tutti bene e sono in fase di regressione. 

Perché la variante Omicron preoccupa? 
Preoccupa in quanto ha molte più mutazioni, ossia modifiche della sua struttura, di quanto non sia avvenuto con altre varianti che l’hanno preceduta. L’incremento dei casi di infezione di per sè rappresenta un rischio in quanto a parità di malattia potrebbe fatalmente far crescere il numero dei casi e dunque delle forme gravi e letali. Il genere umano paga al virus una “provvigione” consistente in numero di malati, ospedalizzati e pazienti gravi pescando nell’ambito delle fragilità e suscettibilità individuali. All’aumentare della somma totale degli infetti aumenta anche la provvigione. 


Che caratteristiche cliniche ha la malattia provocata da Omicron? 
Non è stato ancora ben chiarito. Bisogna aspettare i prossimi mesi. Potrebbe provocare una malattia del tutto identica a quella dei virus che lo ha preceduto e rendersi solo più contagioso ma potrebbe anche attenuare la malattia che suscita mostrando un adattamento all’uomo. Tutti i virus, essendo parassiti delle cellule, si adattano progressivamente all’organismo che lo ospita cercando di riprodursi il più possibile. Potrebbe dunque anche provocare una malattia più blanda e leggera, come un’influenza o un raffreddore. nell’incertezza l’unica cosa da fare è continuare a proteggersi con il vaccino e le mascherine. 

Se il virus è così diverso perché fare la terza dose? 
La protezione degli anticorpi, sollecitata dalla terza dose, è sempre consigliabile in quanto a partire dal quinto mese dall’ultima puntura si assiste a in progressivo calo della protezione e anche i vaccinati possono contagiarsi sebbene con una proporzione minima di casi gravi e letali. Inoltre la variante Delta continua a circolare massicciamente tra i bambini con meno di 12 anni e tra i no Vax di tutte le età. Pertanto bisogna continuare a essere prudenti ed è meglio non correre rischi vaccinandosi con la terza dose allo scadere dei 150 giorni dall’ultima somministrazione. Si è capito che alti livelli di anticorpi fanno sempre scendere il numero dei contagi. La terza dose, dunque, è uno strumento per fronteggiare l’aumento della circolazione virale stagionale scaturente dalla vita maggiormente al chiuso, al freddo e all’umidità. 


Se Omicron si rivelasse più pericoloso e se aggirasse la protezione dei vaccini che si fa? 
Questo sarà chiaro solo nei prossimi mesi. In quel caso, grazie alle tecniche di allestimento dei vaccini si procederebbe in poche settimane a un aggiornamento dello stampo su cui i vaccini stessi sono stati modellati, utilizzando il nuovo virus Omicron. In tale mutato scenario nella auspicata ipotesi di una progressiva convivenza pacifica col virus si controllerebbe la pandemia con l’aggiornamento periodico del vaccino come si fa ogni anno per l’infuenza.


Il Covid19 potrebbe diventerà più letale? 
È una ipotesi remota ma in generale le forme maggoramente letali dei coronavirus, come accaduto con la prima Sars nel 2003 e la Mers sono abortive e di autoestingono. Questi virus sono un fuoco di paglia che si spegne da solo in poco tempo. Più temibili sono invece i roghi estesi a bassa intensità come quelli provocati dal Covid diventato pandemico tanto da essere stato capace di distruggere molte più vite. L’ideale sarebbe ottenere che il Covid diventi “endemico” ossia causa di piccoli focolai tendenti all’autoespegnimento o soggetti al controllo dei pompieri-vaccini.

 

Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 18:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA