CORONAVIRUS

«Vaccini, nessun caso di morte accertato dopo le dosi»: il primo studio sulla sicurezza e l'efficacia

Giovedì 4 Febbraio 2021 di Michele Galvani
«Vaccini, nessun caso di morte accertato dopo le dosi»: il primo studio su sicurezza ed efficacia

«Nessun vaccino anti-Covid ha causato la morte di una persona». Reazioni allergiche sì, decessi no. Lo sostiene il “Centro di analisi di controllo e salute” americano, in un report pubblicato dalla ABC, dopo aver ascoltato il parere di alcuni medici e scienziati, da msi in prima fila per le somministrazioni vaccinali. Tutto ha avuto inizio quando un medico della Florida è morto poche settimane dopo aver ricevuto un vaccino contro il virus: la sua storia ha fatto il giro del web e ha suscitato timori che il vaccino potesse avere qualcosa a che fare con la sua morte.

 

Ma gli scienziati avvertono che questi casi isolati, sebbene tragici, non significano che la colpa sia dei vaccini. «Questi vaccini hanno avuto incredibili profili di sicurezza durante le sperimentazioni e dopo l'autorizzazione. Finora, non c'è stato nulla per confermare questi eventi orribili», ha detto il dottor John Brownstein, un epidemiologo al Boston Children's Hospital e un collaboratore di ABC News. In effetti, una media di 8.000 persone muoiono ogni giorno negli Stati Uniti. Alcuni di loro potrebbero aver appena ricevuto un vaccino contro il coronavirus.

«Dobbiamo stare molto attenti alla causalità - ha detto Brownstein - ci saranno relazioni spurie, soprattutto perché il vaccino si rivolge agli anziani o alle persone con malattie croniche. Solo perché questi eventi si verificano in prossimità del vaccino non significa che il vaccino abbia causato questi eventi». E ancora: «Le case di cura e gli ospizi sono particolarmente preoccupanti, perché ospitano popolazioni incredibilmente fragili».

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Gli scienziati dicono che è nella natura umana tracciare una connessione tra gli eventi, specialmente quando accadono vicini, ma ciò non significa che uno abbia causato l'altro. «Questi eventi clinici si verificano ogni singolo giorno, comprese malattie inspiegabili», ha affermato il dottor William Schaffner, professore di medicina presso la Divisione di malattie infettive presso il Vanderbilt University Medical Center. «La domanda è: davvero si verificano a un ritmo maggiore nel popolazione vaccinata rispetto alla popolazione generale?».

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Ogni volta che qualcuno si ammala o muore poco dopo aver ricevuto un vaccino, le agenzie governative indagano per assicurarsi che non ci sia alcun collegamento. «Il CDC, la FDA, il CMS e il Dipartimento della Difesa stanno tutti collaborando a una serie di attività di sorveglianza per eventi negativi che si verificano dopo la vaccinazione», ha detto Schaffner. «Stanno cercando questi eventi, raccogliendoli e indagando in modo molto sistematico: sono presi molto sul serio», ha detto Schaffner, aggiungendo che le autorità conducono subito le autopsie di rito. Finora, più di 26 milioni di persone negli Stati Uniti hanno ricevuto una dose del vaccino. Il CDC stima che su ogni milione di persone, due o tre che ricevono il vaccino Moderna e circa 11 che ricevono il vaccino Pfizer possono soffrire di una grave reazione allergica. Alcune persone sperimentano effetti collaterali come febbre, affaticamento e dolore al braccio. Ma finora, il CDC non ha identificato un singolo caso in cui il vaccino ha causato la morte di una persona.

Schaffner ha detto che sebbene queste morti isolate subito dopo la vaccinazione suonino spaventose, dovremmo tutti cercare di resistere alla tentazione di presumere che questi eventi siano correlati. «Sappiamo tutti che il gallo canta prima dell'alba, ma non pensiamo che il gallo faccia sorgere il sole», ha concluso il dottore con una metafora.

Fiducia nelle vaccini

E intanto aumenta anche nel mondo la fiducia nei vaccini anti-Covid: secondo un sondaggio dell'Institute of Global Health Innovation dell'Imperial College di Londra a metà gennaio la volontà di vaccinarsi in 15 Paesi presi in esame (Italia inclusa) era del 54%, in netto aumento rispetto al 41% emerso nel precedente sondaggio di novembre. Lo riporta la Cnn. «E' molto incoraggiante vedere che mentre vengono lanciati numerosi vaccini, c'è un apparente cambiamento positivo nella percezione delle persone rispetto a questi prodotti», ha commentato David Nabarro, condirettore dell'istituto. Il Regno Unito ha registrato il tasso più elevato di risposte positive (il 70% contro il 41% di novembre), mentre la Francia il più basso (il 30%, ma comunque il doppio rispetto al 15% di novembre): l'Italia si trova circa a metà strada con il 44% (contro il 31% di novembre). Tra gli altri Paesi presi in esame vi sono l'Australia, il Canada, la Finlandia, la Germania e il Giappone. 

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Ultimo aggiornamento: 15:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA