Vaccino AstraZeneca, Ema: «No fattori di rischio specifici per trombosi rare»

Venerdì 17 Settembre 2021
Vaccino AstraZeneca, Ema: «No fattori di rischio specifici per trombosi rare»

L'Ema ha concluso la revisione sul vaccino di AstraZeneca (Vaxzevria). In sintesi, l'agenzia europea dice che il vaccino anti Covid sviluppato a Oxford è sicuro e non ci esistono «particolari fattori di rischio» rispetto alle rarissime trombosi che si sono verificate. In più, l'agenzia non dà raccomandazioni definitive sulla vaccinazione eterologa, il cossidetto mix di vaccini (quando si riceve la prima dose di un vaccino e la seconda dose di un altro). 

Rischio trombosi

Il Comitato specializzato dell'Ema ha terminato la sua ulteriore analisi dei dati sul rischio di rarissimi coaguli di sangue legati a bassi livelli di piastrine (trombosi con sindrome da trombocitopenia, TTS) e sull'uso di una seconda dose di Vaxzevria, rafforzando il suo parere provvisorio di aprile 2021.  Un parere scientifico su questi punti era stato richiesto dalla Commissione europea in seguito alle prime segnalazioni di trombosi associate al vaccino.

L'EMA ha analizzato tutti i dati disponibili, compresi gli ultimi dati di trombosi con sindrome da trombocitopenia dalle segnalazioni spontanee in EudraVigilance, i dati dettagliati sulla vaccinazione dagli Stati membri e un ulteriore studio commissionato sul rischio di coaguli di sangue che è stato esaminato in dettaglio dal comitato di sicurezza dell'EMA (PRAC).

Le prove non hanno permesso all'EMA di identificare particolari fattori di rischio che rendono più probabile le trombosi. Anche se le segnalazioni spontanee, se messe in relazione all'esposizione, hanno suggerito che il rischio può essere più alto nelle donne e negli adulti più giovani, e più basso dopo la seconda dose rispetto alla prima, e i limiti del modo in cui i dati vengono raccolti significano che nessuna di queste differenze potrebbe essere confermata.

Sulla seconda dose e mix vaccinale

La raccomandazione dell'EMA rimane quella di continuare a somministrare una seconda dose di Vaxzevria tra 4 e 12 settimane dopo la prima, in linea con le informazioni sul prodotto. Non ci sono prove che ritardare la seconda dose abbia alcuna influenza sul rischio di trombosi. Se non viene somministrata una seconda dose di Vaxzevria, al momento non si possono fare raccomandazioni definitive sull'uso di un vaccino diverso per la seconda dose

 

Ultimo aggiornamento: 14:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA