Vaccino Covid, Moderna ora chiede l'autorizzazione a Usa ed Europa: «Efficace al 94,1% e al 100% per casi gravi»

Lunedì 30 Novembre 2020

Si è dimostrato efficace al 100% nel prevenire le tipologie gravi di Covid e al 94,1% nel prevenire la malattia negli altri casi il candidato vaccino dell'azienda statunitense Moderna, secondo i risultati dello studio di fase 3 su 196 volontari resi noti dall'azienda. Oggi stesso Moderna - i cui titoli sono saliti del 15,69% a Wall Street - ha fatto richiesta all'autorità statunitense per i farmaci Fda dell'autorizzazione per l'uso di emergenza, e all'Agenzia europea per i medicinali Ema di un'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata.

I risultati divulgati lascerebbero dunque ben sperare e si aggiungono a quelli degli altri due vaccini che parrebbero più prossimi al traguardo, quello di Oxford-AstraZeneca-Irbm e di Pfizer-BioNTech. Tuttavia i dati sono parziali e non ancora pubblicati. Per questo, la comunità scientifica invita alla cautela e l'ex direttore esecutivo dell'Ema Guido Rasi avverte che i dati reali sui vaccini saranno solo quelli aggregati che deriveranno da una valutazione completa. E come Moderna, anche AstraZeneca e Pfizer sono in procinto di richiedere all'Ema l'ok condizionato. 

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Lo studio COVE per il candidato vaccino RNA-1273 di Moderna ha coinvolto in totale in Usa 30mila partecipanti. L' analisi presentata oggi è basata su 196 casi di Covid: di questi, 185 sono stati osservati nel gruppo di volontari trattati con placebo, contro 11 casi osservati nel gruppo di volontari vaccinati con mRNA-1273. Questo ha determinato una stima dell'efficacia del vaccino pari al 94,1%. Si sono inoltre analizzati casi severi di Covid-19 e si sono considerati 30 di questi casi nell'analisi: tutti e 30 i casi severi si sono verificati nel gruppo trattato con placebo e nessuno nel gruppo vaccinato. Il comitato vaccini della Fda dovrebbe riunirsi il 17 dicembre per analizzare i dati. Entro il 2020, Moderna prevede di avere la disponibilità di circa 20 milioni di dosi negli Stati Uniti, inoltre prevede la produzione di 500 milioni-1 miliardo di dosi globalmente nel 2021.

L'azienda ha anche annunciato ulteriori progressi mirati ad assicurare che la distribuzione, conservazione e manipolazione del vaccino possano essere effettuati utilizzando infrastrutture esistenti. Ma, in generale, sui risultati dei candidati vaccini finora resi noti dalle aziende restano delle lacune. L'Ema, ha spiegato Rasi, «ha visto i dati preliminari e ad ora non ha avuto obiezioni su questa parte, ma i dati importanti sono quelli che iniziano in queste settimane. Almeno due ditte sottoporranno i dati in questi giorni e la verità inizia da qui. Sono convinto che le ditte non abbiano dato dati lontani dalla verità, però hanno sempre parlato di gruppi. Da oggi probabilmente iniziamo a sapere qualcosa di vero». Posizione, questa, confermata anche da Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute. Altra questione da chiarire è se i vaccini saranno in grado di prevenire, oltre ai sintomi, anche la diffusione del contagio. Vanno bene entrambe le situazioni, ha chiarito Rasi, «ma farebbe una grossa differenza se prevenissero anche la trasmissione, accelererebbe la normalizzazione della nostra vita». 

Infatti, rileva il virologo Fabrizio Pregliasco, «ad oggi manca la conferma del fatto che questi candidati vaccini, oltre ad evitare la malattia da SarsCov2 nei soggetti vaccinati, evitino anche che l'infezione possa comunque svilupparsi nel soggetto vaccinato e che quest'ultimo, pur non avendo sviluppato malattia ed essendo asintomatico, possa essere contagioso». Intanto, la Commissione Europea ha firmato formalmente con la società CureVac un nuovo contratto, già approvato da Bruxelles nei giorni scorsi, per la fornitura fino a 405 mln di dosi di un vaccino anti-Covid. È il sesto contratto firmato dall'Ue con altrettante case farmaceutiche. Sale così a circa due miliardi il numero complessivo di dosi di vaccini di cui l'Ue si è finora assicurata la fornitura con, oltre a CureVac, 160 milioni di dosi dall'accordo con Moderna, 400 mln di dosi da AstraZeneca, 300 mln da Sanofi-Gsk, fino a 400 mln da Johnson & Johnson e fino a 300 mln da, BioNTech-Pfizer.

Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 12:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA