CORONAVIRUS

Vaccino Covid, dalla febbre ai dolori muscolari: i sintomi (durati anche 48 ore) dopo il richiamo

Martedì 26 Gennaio 2021 di Camilla Mozzetti
Vaccino Covid, dalla febbre ai dolori muscolari: i sintomi (durati anche 48 ore) dopo il richiamo

Dolori muscolari, articolari, dita intorpidite, grandi cefalee, e poi ancora rigidità al braccio, gonfiori nella zona in cui è entrato l'ago della siringa, fino alle gastroenteriti e alla febbre che può toccare anche punte di 39,5 gradi. Una persona su due di quelle che finora hanno ricevuto la seconda dose del vaccino anti-covid ha accusato sintomi propri della malattia. Si tratta per lo più di persone adulte, medici e personale sanitario, rientranti della prima fase delle vaccinazioni contro il Sars-Cov-2.

 

Alcune di loro non hanno potuto far altro che preoccuparsi dal momento che i sintomi sono durati anche 48 ore. Ma perché le persone che hanno fatto il richiamo e ricevuto dunque la seconda dose del vaccino a distanza di 21 giorni dalla prima inoculazione si sentono male? Non è un'anomalia ma un effetto ampiamente atteso. «Mi sento di dire che la percentuale arriva anche al 60% e quindi più di una persona su due - spiega Massimo Andreoni, primario di Tor Vergata e direttore della Società italiana di Malattie infettive - manifesta dei sintomi acclarati». Una reazione in sostanza quasi del tutto assente, invece, dopo la prima somministrazione. C'è una spiegazione che deve tranquillizzare. «Il richiamo avviene in presenza di anticorpi specifici», prosegue Andreoni dal momento che proprio con la prima dose l'organismo ha iniziato a sviluppare i cosiddetti "combattenti" del virus.

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«La prima inoculazione è utile a sviluppare una immunità nel soggetto, il secondo inoculo serve a potenziare questa risposta di immunità e questo avviene in una tempistica molto breve perché- prosegue il direttore della Società italiana di Malatte infettive - normalmente siamo abituati nelle schedule vaccinali a far passare un numero più alto di settimane tra le due somministrazioni però lo studio scientifico ha dimostrato che tre settimane, ovvero 21 giorni, sono il tempo migliore per ottenere una risposta non solo efficace ma abbastanza duratura nel tempo anche se non possiamo ancora stimarla con esattezza». Non c'è tuttavia da preoccuparsi perché i sintomi scompaiono e dimostrano l'efficacia del vaccino.

 

 

 

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La seconda dose

La seconda somministrazione dell'antigene al virus in presenza già di un numero di anticorpi nell'organismo determina questa reazione infiammatoria - argomenta ancora Andreoni - che è spiccata e porta a una sintomatologia». Le vaccinazioni di prassi posso determinare dei disturbi classici legati al siero stesso «in questo caso sono un po' più frequentanti ma conosciuti e spiegati nel lavoro che ha portato alla registrazione del vaccino». In sostanza era atteso che la seconda dose comportasse dei malesseri generalizzati e propri della malattia. Anzi, nella letteratura scientifica «questa manifestazione dei sintomi era attesa nell'80% dei casi - puntualizza il primario di Tor Vergata - ma effettivamente dimostra la validità del vaccino perché alla seconda somministrazione la presenza di anticorpi già maturati risponde alla nuova dose di antigene».

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A voler semplificare il processo è come se l'organismo con la prima dose preparasse il terreno alla crescita di anticorpi i quali si attivano con la seconda inoculazione fronteggiando l'antigene del virus e rispondendo al suo "attacco". I sintomi più frequenti sono febbre e dolori muscolari ma le «persone devono stare tranquille - conclude Andreoni - i sintomi durano in media non più di 24 ore e con l'assunzione di paracetamolo (anche due grammi nell'arco di una giornata) i disturbi tendono poi a scomparire» senza lasciare strascichi o conseguenze.

Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio, 07:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA