Vaccino e fake news, le risposte Iss alle domande chiave (dall'infertilità al dna modificato)

Sabato 4 Settembre 2021 di Stefania Piras
Vaccino e fake news, le riposte Iss alle domande chiave (dall'infertilità al dna modificato)

Dubbi se fare o no il vaccino anti Covid? Gli esperti scientifici e sanitari ci dicono che il vaccino è fondamentale per depotenziare la circolazione del virus. E però nonostante l'efficacia provata (gli ultimi dati ci comunicano che nella fascia d'età 40-59 anni il vaccino previene al 93,9% i ricoveri, al 95,8% il rischio di finire in rianimazione e al 93,9% previene la morte), ci sono molte persone che ancora aspettano a prenotare la propria dose di vaccino per paura. Hanno dubbi e timori sulla compromissione della loro fertilità oppure sono spaventate all'idea che si inietti qualcosa di strano e pericoloso come un virus. Non è così e a dirlo sono ginecologi, pediatri e gli esperti dell'Istituto superiore di sanità che ha raccolto i dubbi più frequenti e ha cercato di chiarire gli aspetti meno chiari che alimentano i dubbi degli esitanti. 

I dubbi più frequenti: non si conoscono gli effetti a breve e lungo termine, i vaccini sono stati prodotti troppo velocemente e le uniche informazioni vengono dalle aziende. 

Come si misurano gli effetti dei vaccini? Si possono misurare?

Gli esperti dell'Iss ricordano che il sistema di farmacovigilanza per i vaccini contro il Covid è lo stesso di tutti gli altri farmaci e vaccini già approvati e usati. Dopo i risultati degli studi autorizzativi effettuati su decine di migliaia di individui di diversa età, che sono stati condotti anche in questo caso, vengono raccolte le segnalazioni dalle agenzie regolatorie nazionali e internazionali di possibili eventi avversi temporalmente correlate con la vaccinazione. In caso vengano evidenziati eventi avversi non manifestatisi durante gli studi autorizzativi, se dopo un’indagine approfondita viene sospettata o dimostrata una relazione causale con la vaccinazione, vengono aggiunti all’elenco delle reazioni avverse e che sono elencate nelle schede informative dei vari vaccini (farmacovigilanza post marketing).

I vaccini anti Covid sono sperimentali? 

Con il termine vaccini (o in generale farmaci) sperimentali ci si riferisce a farmaci non ancora autorizzati all'immissione in commercio. Questo non è il caso dei vaccini per Covid-19, il cui uso clinico è stato regolarmente autorizzato dall'Ema. Nel caso di questi vaccini il processo di sviluppo ha subito un’accelerazione senza precedenti a livello globale, tuttavia come riporta la stessa EMA sul proprio sito «una autorizzazione condizionata garantisce che il vaccino approvato soddisfi i rigorosi criteri Ue di sicurezza, efficacia e qualità, e che sia prodotto e controllato in stabilimenti approvati e certificati in linea con gli standard farmaceutici compatibili con una commercializzazione su larga scala».

Con i vaccini ti iniettano il virus dell'infezione? 

I vaccini attualmente in uso in Italia usano la tecnologia a mRNA(Pfizer-Biontech e Moderna) e quella a vettore virale (Astrazeneca e Janssen). In entrambi i casi si introducono nell'organismo le istruzioni per produrre frammenti della proteina che il virus usa per agganciare la cellula. Quindi non viene utilizzato il SArs-CoV-2 vivo e infettante. Una eventuale malattia Covid-19 successiva alla vaccinazione può essere quindi causata solo da una infezione naturale del virus contratta indipendentemente dal vaccino.

I vaccinati possono contagiare?

Sì, questo è possibile perché, come per tutti i vaccini esistenti, l'efficacia anche se molto alta non è del 100%, e ci possono essere quindi i cosiddetti ‘fallimenti vaccinali’. Inoltre anche un soggetto che risponde al vaccino si può ritenere immunizzato solo dopo almeno una settimana dal completamento del ciclo. Un livello di copertura della popolazione alto nella popolazione minimizza il rischio di trasmissione tra individui suscettibili all’infezione. I dati provenienti dai paesi con una campagna vaccinale avanzata, Italia compresa, hanno dimostrato che il vaccino protegge dalle conseguenze peggiori della malattia, dal ricovero al decesso, oltre 9 persone ogni 10 vaccinate. La vaccinazione riduce anche la capacità di infettare dei vaccinati.

È vero che ci vengono nascosti effetti collaterali e decessi post vaccino?

I dati della farmaco-vigilanza sono pubblici. In Italia l’Agenzia Italiana per il farmaco (AIFA) pubblicaperiodicamente il resoconto le segnalazioni di sospetti eventi avversi (qui), e lo stesso fa l’autorità europea Ema.

Il vaccino causa infertilità e aborti?

Al momento non c’è nessuna evidenza scientifica di un effetto negativo dei vaccini sulla fertilità maschile o femminile. Per quanto riguarda la somministrazione del vaccino in gravidanza, le prime osservazioni, soprattutto dei dati Usa dove sono migliaia le donne immunizzate durante la gestazione, non hanno rilevato un aumento di rischio di effetti avversi per madri e neonati.

Come stanno le donne vaccinate che ora sono in gravidanza o desiderano una gravidanza?

Gli Stati Uniti hanno istituito un registro a cui possono iscriversi su base volontaria le donne che hanno concepito entro un mese dalla vaccinazione, e anche quelle vaccinate durante la gravidanza. A partire dal 30 agosto 2021, più di 155 mila donne hanno indicato di essere incinte al momento in cui hanno ricevuto la vaccinazione contro il Covid-19. 

La questione fertilità, placenta e vaccino?

La Società italiana di Pediatria ha bollato come falsa la notizia di una possibile infertilità nelle donne che si vaccinano. La notizia è falsa e nasce da un falso rapporto comparso sui social media che sostiene come la proteina spike del coronavirus sia uguale a un’altra proteina spike chiamata syncitin-1 che è coinvolta nella crescita e nel fissaggio della placenta durante la gravidanza. Il falso rapporto sostiene che il vaccino Covid-19 induca nella donna una risposta (auto)immune anche contro questa diversa proteina spike e possa influenzare la fertilità. In realtà le due proteine spike sono completamente diverse e distinte, e il vaccino Covid-19 non influenza in alcun modo la fertilità delle donne che desiderano una gravidanza. Durante lo studio del vaccino Pfizer, 23 donne arruolate nello studio sono rimaste incinte, e l’unica che ha perduto il bambino non aveva ricevuto il vaccino ma il placebo.

Inoltre la Società italiana di Ginecologia e Ostetricia ha evidenziato come l'infezione da Covid rappresenti un fattore di rischio per le donne in gravidanza. Ed è perciò fondamentale proteggere le donne anche con la vaccinazione. Il JCVI (Joint Committe on Vaccination and Immunisation) ha dichiarato che non sono stati identificati problemi di sicurezza specifici relativi alla vaccinazione in gravidanza: negli Stati Uniti circa 90.000 donne in gravidanza sono state vaccinate, principalmente con i vaccini Pfizer e Moderna, senza che sia stato sollevato alcun problema di sicurezza. Anche le donne che pianificano la gravidanza, nell'immediato postpartum o che allattano possono essere vaccinate a seconda della loro età e del gruppo di rischio clinico. Non sembrano esserci limitazioni in termini di tipologia di vaccino per quest’ultima categoria. 

 

Il vaccino modifica il DNA?

I vaccini anti COVID-19 non cambiano e non interagiscono in alcun modo con il DNA. Sia i vaccini a mRNA che a vettore virale forniscono istruzioni alle nostre cellule utili ad attivare una risposta immunitaria così da proteggere contro il Sars-Cov-2.

Il vaccino causa la trombosi e la miocardite?

Tutti i farmaci e i vaccini possono avere effetti collaterali. Le Agenzie regolatorie riportano queste due patologie, che peraltro sono anche tra quelle causate dall'infezione, come rari effetti avversi della vaccinazione. Proprio per la loro estrema rarità questi effetti lasciano comunque il rapporto benefici-rischi a favore dei primi, come rilevato da tutte le agenzie regolatorie internazionali.

I produttori di vaccini e i medici fanno firmare il consenso per evitare responsabilità?

La vaccinazione è un atto medico, e prevede quindi la firma di un consenso informato per essere sicuri che il vaccinando comprenda i benefici e rischi connessi.

È vero che dai 19/20 anni in giù per i soggetti sani è impossibile morire per Covid e pure manifestare sintomi gravi?

Anche se nelle fasce più giovani il rischio di sviluppare un'infezione sintomatica è minore rispetto agli adulti, è comunque presente. Dall’inizio della pandemia al 17 luglio ad esempio ci sono stati 28 decessi nella fascia di età 0-20 anni. In ogni caso lo scopo della vaccinazione anche nelle fasce di età più giovani è anche quello di limitare a livello di popolazione la circolazione del virus e permettere quindi di uscire dalla pandemia, oltre che di proteggere i soggetti più fragili.

È vero che più vacciniamo più escono nuove varianti?

Le varianti emergono perché il virus, replicandosi, tende a sviluppare nuove mutazioni. I vaccini, riducendo la circolazione, limitano quindi la possibilità che il virus muti. Le varianti in circolazione in questo momento inoltre, compresa la ‘Delta’, sono state osservate per la prima volta lo scorso dicembre, quando ancora le campagne vaccinali erano iniziate in pochissimi paesi

È vero che d’estate il virus scompare, ed è inutile vaccinarsi o metterele mascherine?

La trasmissione del virus è facilitata dalla frequentazione degli ambienti chiusi, ma anche all'aperto, in caso di assembramenti, è possibile la sua circolazione, ed è quindi necessario adottare le misure opportune.

 

 

Ultimo aggiornamento: 5 Settembre, 10:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA