Vaccino anti-influenza a tutti i bambini fino a 6 anni: circolare ministero sul virus

Giovedì 21 Maggio 2020 di Mauro Evangelisti
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Obiettivo: chiedere alle Regioni di avviare una massiccia campagna di vaccinazione anti influenzale tra i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni. La circolare è in fase di preparazione al Ministero della Salute, d'intesa con l'Istituto superiore di sanità, e punta a evitare che quest'autunno vi sia un picco influenzale tra i bambini, perché poi alimenterebbe anche la trasmissione al virus ai genitori.

Non ce lo possiamo permettere, perché i pronto soccorso, in caso di una seconda ondata di Sars-CoV-2, dovranno essere alleggeriti dal peso dei pazienti che si presentano con una normale influenza, tenendo anche conto che i sintomi sono molto simili. Si parte dalle raccomandazioni dalla Società Italiana di Pediatria (Sip) e della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp): quest'anno deve esserci una indicazione molto forte perché sia previsto il vaccino anti influenzale per i bambini da sei mesi a sei anni, visto l'alto tasso di incidenza del contagio (solo nel Lazio l'anno scorso c'è stata una diffusione dell'influenza tra i più piccoli come non avveniva da 17 anni). Sul sito della Simpe (società italiana dei medici pediatri) si legge: «Chiediamo l'obbligatorietà della vaccinazione antinfluenzale per i bambini da 6 mesi a 14 anni. Avere la popolazione pediatrica vaccinata nella sua totalità significherà contribuire a comprendere, nel momento in cui si ripresenterà, chi avrà il virus del Covid-19. Questo significa agire sulla patologia di comunità». La strada non è quella della vaccinazione obbligatoria, come per i famosi dieci vaccini che sono condizione per l'iscrizione alla scuola materna, ma si preferisce la pressante raccomandazione. 
 


Si tratta di una scelta che corre in parallelo con quella sulla vaccinazione obbligatoria per gli over 65 anni già decisa dalla Regione Lazio. Il governatore Nicola Zingaretti ha ricordato che, su scala nazionale, c'è anche una proposta di Forza Italia, per estendere questo provvedimento a tutte le regioni. «La condivido, il Governo valuti questa scelta di campo, almeno per quest'anno, di introdurre questo obbligo vaccinale. Questo significa non farci trovare impreparati». Anche per gli anziani, ha detto l'assessore alla Salute, Alessio D'Amato, l'obiettivo è lo stesso: evitare che a novembre ci ritroviamo con i pronto soccorso intasati e il medico che deve capire se è un caso di coronavirus o di influenza. A favore della vaccinazione per gli over 65 anni c'è il sostegno di varie regioni, ma non di tutte (ad esempio ci sono perplessità in Veneto, in Umbria e nelle Marche), e per questo per ora il governo frena. C'è poi un altro tipo di problema: solo nel Lazio serviranno 2,2 milioni di dosi di vaccino anti influenzale; è già stata indetta una gara, ma se la richiesta dovesse moltiplicarsi per dieci, con l'obbligo per gli anziani diffuso in tutta Italia, trovare i quantitativi necessari sarebbe molto complicato. Nel Lazio, comunque, l'obbligo del vaccino anti influenzale interesserà anche i dipendenti delle strutture sanitarie.

​Tema ovviamente differente è quello della ricerca di un vaccino per Covid, con il rischio che i paesi più ricchi escludano quelli più poveri. Secondo Zingaretti «il vaccino dovrà essere un bene comune e sarà molto importante che la produzione industriale venga fatta dal sistema industriale italiano e in Italia, perché questo sarà garanzia di accesso al vaccino come bene universale». Tra un mese inizierà la sperimentazione allo Spallanzani.
 

Ultimo aggiornamento: 17:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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