Vaccino, richiamo per gli 1,4 milioni di J&J: verso una nuova iniezione con mRna

Lunedì 25 Ottobre 2021 di Francesco Malfetano
Vaccino, richiamo per gli 1,4 milioni di J&J: verso una nuova iniezione con mRna

«Il vaccino Johnson & Johnson è uno dei vaccini a vettore adenovirale, come quello di AstraZeneca, monodose. È di queste ore la notizia che è in corso un processo di revisione da parte di Fda e successivamente ci sarà certamente anche da parte di Ema, qualora arrivassero indicazioni, come è largamente possibile, di somministrare una seconda dose: un vaccino Rna messaggero avrebbe anche il vantaggio di genere una risposta immunologica anche migliore», come Pfitzer o Moderna. Così ieri il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) Franco Locatelli durante la trasmissione «Che Tempo Che Fa» su Rai3 ha fatto il punto sulla somministrazione di una seconda dose ai circa 1,4 milioni di italiani (il 2,5 per cento della popolazione vaccinabile totale) che fino a questo momento hanno ricevuto il vaccino monodose anti-Covid dell'azienda farmaceutica americana.

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Va comunque ricordato che, secondo gli studi presentati dall'azienda e accettati dagli enti regolatori americani ed Ue, l'efficacia del vaccino J&J sugli over18 è di circa il 72 per cento - che sale però al 100 per cento nel contrastare eventuali forme gravi della malattia - contro un 94-95 per cento dei vaccini a Rna messaggero.

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Da qui la scelta del richiamo eterologo appunto, un po' come consigliato a chi è stato inoculato AstraZeneca, necessario per rinforzare l'efficacia e la risposta immunitaria generata dal farmaco J&J. A sollevare la questione d'altronde era già stato Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, in un'intervista rilasciata nei giorni scorsi. «Sono convinto che andremo a somministrare la terza dose» di vaccino anti Covid «a tutte le fasce di popolazione. Dopo sei mesi dalla seconda per chi è stato immunizzato con vaccini mRna, dopo due mesi per chi è stato protetto con un'unica iniezione di Johnson&Johnson» ha spiegato.

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Per J&J infatti «recenti studi hanno rilevato che, essendo un monodose, già dopo due mesi l'efficacia della protezione diminuisce sensibilmente, soprattutto con la variante Delta. È dunque necessario che chi ha optato per questo vaccino, essendo meno protetto, effettui la dose booster» ha concluso l'esperto. Non solo, Ricciardi, analizzando i numeri della somministrazione (1,4 milioni, tra cui due su tre sono donne) ha anche spiegato a chi verrà data la precedenza per la seconda dose: «Come avviene per chi ha fatto gli altri vaccini, anche in questo caso verrà data la priorità agli over 60, ma via via tutti gli altri dovranno fare la dose booster».

 

 

Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre, 11:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA