Tumori, «vaccino in due anni»: dopo la lotta al Covid, in arrivo la novità firmata BioNTech

Mercoledì 1 Dicembre 2021
Tumori, lo studio BioNTech per un vaccino. Il farmaco atteso entro il 2023

Un farmaco, ma contro il tumore. Una cura nella forma dell'mRna. L'epidemia di coronavirus imperversa in Germania, ma intanto la coppia al timone di BioNTech, azienda che in tempi record ha sviluppato un vaccino per arginare la pandemia, prodotto in miliardi di dosi, pensa già a un doppio balzo in avanti, come spiega in un articolo il Frankfurter Allgemeine Zeitung. Ugur Sahin e sua moglie Özlem Türeci, nell'ordine ceo e responsabile scientifico della società con sede a Magonza, hanno appena inaugurato un nuovo impianto di produzione, presente il primo ministro della Renania-Palatinato, Malu Dreyer (Spd), e già lavorano lungo la nuova e intrigante frontiera. Dal 2023 in poi, 500 dipendenti Biontech, all'opera nel nuovo edificio da Magonza, produrranno circa 10.000 di questi farmaci all'anno.

Il testing in corso

Dal prelievo di campioni di sangue e tumore del paziente alla somministrazione del rispettivo farmaco, che, come il vaccino anti-Covid, sarà con tecnologia mRNA per attivare le difese dell'organismo, dovrebbero volerci solo sei settimane. Sahin ha descritto la fabbrica come il "primo sistema del suo genere al mondo". Biontech sta attualmente testando su pazienti una serie di vaccini contro il tumore del nuovo tipo; i più avanzati sono sostanze per il trattamento del cancro del colon e del cancro della pelle. "Se avremo successo, vogliamo essere in grado di produrlo il primo giorno dopo l'approvazione", ha annunciato Sahin.

Rischio possibile grazie ai guadagni del Covid

Biontech può affrontare i rischi di una ricerca costosissima anche e soprattutto grazie al fenomenale successo planetario legato al vaccino anti-Covid sviluppato e venduto insieme alla società americana Pfizer. Per l'anno in corso, il management prevede ricavi fino a 17 miliardi di euro dalla vendita del vaccino. A fine settembre era stato registrato un utile netto di circa 7 miliardi di euro. L'azienda, i cui proprietari di maggioranza sono stati i fratelli gemelli Thomas e Andreas Strüngmann, divenuti ricchi con la costituzione e la successiva vendita della società farmaceutica Hexal, è attualmente valutata quasi 78 miliardi di euro alla Borsa di New York.

Omicron, la necessità di accelerare sui richiami

Sahin ha di recente affermato che il vaccino BioNTech Pfizer funzionerà anche contro la nuova variante Omicron del virus, dichiarazioni che hanno contribuito a sostenete il prezzo delle azioni in Borsa. Inoltre, parlando al "Wall Street Journal", ha ribadito l'efficacia contro le varianti che si sono fin qui presentate sulla scena, grazie all'attivazione di un doppio meccanismo protettivo della vaccinazione, che stimola l'organismo non solo a produrre anticorpi, ma anche a costruire cellule T inibitorie della progressione della malattia. "Se dovessero essere necessarie modifiche al vaccino - ha concluso -, queste potrebbero essere apportate entro poche settimane". Più che perdersi d'animo o farsi prendere dallo sconforto, Sahin spiega che l'unica cosa da fare in questo momento, ricerca a parte, è somministrare a tutti le vaccinazioni di richiamo il più rapidamente possibile. Una risposta fin troppo esplicita alle affermazioni dell'amministratore delegato di Moderna, Stephane Bancel, per il quale la variante Omicron contiene così tante mutazioni che sono probabilmente necessarie modifiche ai vaccini (anche quello di Moderna è a mRna) per essere certi della protezione fin qui assicurata.

Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 00:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA