Variante Omicron, Angelique Coetzee: «Bisogna immunizzare l’Africa o le mutazioni non si fermeranno»

Lunedì 29 Novembre 2021 di Mauro Evangelisti
Variante Omicron, Angelique Coetzee: «Bisogna immunizzare l’Africa o le mutazioni non si fermeranno»

«Lo stiamo dicendo da tempo: se non viene vaccinata anche la popolazione in Africa, continueranno a svilupparsi varianti. Probabilmente la Omicron c’è già da tempo anche in Europa, ma non era ancora stata trovata perché si cercava la Delta».

La dottoressa Angelique Coetzee, 60 anni, è presidente della Associazione dei medici del Sudafrica. Nell’area di Pretoria è stata la prima a segnalare un incremento di casi, con sintomi anomali, e questo ha consentito di individuare la variante Omicron. Racconta in una conversazione via WhatsApp con Il Messaggero: «Non è stato difficile, perché negli ultimi mesi i casi erano diminuiti, ma a inizio mese nel mio studio ho visto un incremento di pazienti con il Covid, con sintomi inusuali, differenti da quelli precedenti. Immediatamente ho avvertito il comitato consultivo sui vaccini del mio Paese perché era qualcosa che non avevamo visto in precedenza». 

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Secondo la vostra esperienza come ci si difende da questa nuova variante Omicron?
«Prima di tutto va detto che qui in Sudafrica siamo ancora in una fase di studio di questa mutazione, agli scienziati serviranno due settimane per avere dati più precisi, per comprendere meglio le caratteristiche di questa variante. Non c’è il lockdown, non se ne sente l’esigenza anche in base al numero dei nuovi contagi».

Che tipo di precauzioni si stanno prendendo per limitare la diffusione della nuova variante?
«I cittadini devono collaborare, rispettando misure importanti come l’uso delle mascherine, la ventilazione delle stanze, la distanza sociale e il lavaggio delle mani. Questo è molto importante, sono misure che funzionano con qualsiasi variante, deve essere chiaro. Tra l’altro ci aiutano anche a limitare la diffusione dell’influenza. E poi ci sono i vaccini». 

Siete preoccupati che la nuova variante possa aggirare la protezione fornita dai vaccini?
«Al momento possiamo solo dire che i vaccini restano la difesa più importante. Sappiamo che se sei vaccinato le tue possibilità di contrarre una malattia grave è il 94 per cento più bassa rispetto a chi non è stato immunizzato. Tuttavia abbiamo visto infezioni anche su persone che sono state vaccinate con Pfizer. Ciò che però constatiamo è che comunque il vaccino sta evitando la malattia grave, i sintomi continuano ad essere lievi. Per questo è necessario che tutti si proteggano con la vaccinazione. Penso a chi ha più 65 anni: se non è protetto dal vaccino, con una intensa diffusione della nuova variante potrebbe avere conseguenze serie». 

In una intervista a un quotidiano britannico lei ha spiegato che su una ventina di pazienti che sono passati dal suo studio ha visto soprattutto sintomi lievi, ma anche anomali, come giovani molto stanchi e un bambino con una frequenza cardiaca molto alta.
«Troppo presto per arrivare a conclusioni. Conta molto vaccinarsi. Anche perché se il virus circola in modo intenso può contagiare persone anziane e non immunizzate per le quali, anche con la nuova variante, le conseguenze come detto possono essere molto gravi. Bisogna proteggerle».

Condivide la decisione dell’Europa di bloccare i voli del Sudafrica.
«No, perché ancora non ci sono dati sufficienti per dire che questa variante sia più pericolosa. Inoltre, è molto probabile che sia già in Europa. Il Sudafrica ha avuto il merito di individuarla e segnalarla. I nostri scienziati sono stati molto chiari nello spiegare che si stanno svolgendo indagini dettagliate per avere un quadro più completo. In questo modo, invece, il mio Paese è stato additato come “il cattivo del mondo”. Ma non è così. È importante che anche in tutta l’Africa si prosegua con la vaccinazione della popolazione, altrimenti si andranno a sviluppare nuove varianti». 

Ultimo aggiornamento: 15:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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