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Coronavirus e scuole chiuse: non solo lezioni web, gli allievi del Mazzini interpretano i dipinti

Sabato 11 Aprile 2020 di Mariagiovanna Capone
Coronavirus e scuole chiuse: non solo lezioni web, gli allievi del Mazzini interpretano i dipinti

Il liceo Mazzini è stato tra i primi a ingegnarsi con una copiosa didattica a distanza e con lezioni virtuali dei docenti che hanno voluto stimolare con ogni mezzo i propri studenti. Una scelta voluta dal dirigente Gianfranco Sanna e condivisa da tutto il corpo docente che già ai primi di marzo collezionava lezioni e video. Ma ci sono delle classi che sono andate anche oltre, riuscendo a comprendere che la Dad non dovesse essere ancorata a compiti impersonali da eseguire e restituire sulle cartelle online del registro elettronico, ma un'opportunità per capire e condividere il proprio sapere e la propria esperienza. Ecco allora che le alunne della 3F, 4F, 5F e 4L hanno realizzato dei tableaux vivants da casa per la lezione di Storia dell'Arte con la prof Ileana Manco. Hanno scelto un quadro, ne hanno studiato la composizione, le luci e la storia, per poi realizzare una ricostruzione attuale e moderna. Le lezioni sono state un successo, al punto da venir menzionate come esempio da seguire dal Miur, che ha pubblicato alcuni dei numerosi scatti delle allieve, molte delle quali hanno osato con l'ironia. Una iniziativa molto simile a tante altre nel mondo, promosse però non da un istituto scolastico bensì da musei e fondazioni come il Getty Museum di Los Angeles che ha proposto di ricreare la propria opera d'arte preferita in casa, attraverso l'utilizzo di oggetti di uso domestico.

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L'arte visuale è un modo eccellente per combattere la noia e stimolare la fantasia in queste giornate di quarantena. I musei di tutto il mondo hanno chiuso gli ingressi ma aperto i tour virtuali, e da questo concetto di condivisione la docente Ilenia Manco del liceo Mazzini al Vomero ha deciso di coinvolgere i suoi allievi in maniera differente, permettendogli di entrare letteralmente nelle opere d'arte. «Il momento storico che stiamo vivendo, ha imposto di ripensare gli spazi, i luoghi e perfino i legami» spiega. «Ci ha catapultato in una dimensione seminuova dovendo perfino ridefinire i contorni della scuola. L'istruzione e, la cultura in genere, non si sono fermate, perché se una rinascita sarà possibile, partirà proprio da questi barlumi vitali, ora appesi a relais, che sono le nozioni apprese e rimbalzate da un pc all'altro». Pur sottolineando l'importanza del contatto diretto con gli studenti, la docente, come tutti gli altri del liceo, ha affrontato la nuova sfida della Dad con grande impegno e non a caso sono stati tra i primi a procedere con lezioni virtuali. L'obiettivo era quello di «cercare di lasciare un segno indelebile in questi giovani spesso smarriti», costretti a casa ma «anche negli spazi più angusti, la nostra fantasia, ci permette di viaggiare per distanze equatoriali, ci permette di fermarci e di riempire i polmoni di verità, di domande, di bellezza».

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Ecco allora che la prof Manco ha pensato di proporre agli studenti del triennio i «Tableaux Vivants», per immergersi «in un itinerario artistico diverso, ripensando all'arte come a un abito cucito addosso. Mettersi nei panni dell'arte, emulandone la potenza percettiva e comunicatrice, è stata un'esperienza didattica incommensurabile». Ciascuno si è riconosciuto in un'opera, chi per gusto, chi per passione, chi per semplicità, chi per voglia di assomigliare a un capolavoro; tutti hanno riassunto un ideale estetico accomunandosi alle pennellate dei grandi della storia dell'arte. 

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