La scuola dimentica gli studenti: sindacati interessati solo ai prof

Sabato 16 Maggio 2020 di Lorenzo Calò

La platea è di quelle che contano nel comparto pubblico. Il settore scuola occupa quasi 800mila docenti e muove un indotto pressoché sterminato fra trasporti, assistenza, didattica, intrattenimento, ristorazione collettiva, servizi amministrativi, attività sportive, ludiche e ricreative. Ma l'epidemia sembra aver colpito la scuola con un attacco indiscriminato trascinando nell'incertezza, nell'approssimazione e nella mancanza di regole chiare meccanismi complessi lasciati alla libera interpretazione dei capi d'istituto. Il tutto condito dalle estemporanee piroette del ministro Lucia Azzolina e dalla sostanziale acquiescenza degli ambienti sindacali preoccupati più di tutelare l'interesse corporativo dei lavoratori che gli «utilizzatori finali del servizio», vale a dire gli studenti e le loro famiglie. E questo ha avuto inevitabilmente ripercussioni evidenti nell'agenda delle priorità imposte al governo dai sindacati, a cominciare dalla questione dei concorsi mentre i dirigenti d'istituto continuano a chiedere «linee guida chiare altrimenti ci ritroveremo a fare gli esami con procedure a rischio incostituzionalità».

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Il ministero dell'Istruzione ha comunicato la dotazione organica dei docenti per il prossimo anno scolastico: sarà di 49.202 posti di potenziamento (posti comuni); 101.170 posti di sostegno (compresi quelli di potenziamento); 620.828 posti comuni. Ma da marzo a oggi - con tutti i problemi irrisolti dovuti all'incerto funzionamento della didattica a distanza e all'incertezza incombente sulle modalità dello svolgimento degli esami di terza media e di maturità - le principali organizzazioni sindacali si sono preoccupate quasi esclusivamente dei precari. «Vanno stabilizzati almeno 40mila insegnanti - tuona Turi della Uil - e i direttori amministrativi facenti funzione. I posti ci sono e vanno coperti tutti. Serve una visione che prefiguri una nuova civiltà contro le disuguaglianze». «È compito della politica intervenire con urgenza per assumere i precari, che costituiscono il 25 per cento del corpo docente attualmente in servizio, salvaguardando allo stesso tempo la qualità dell'insegnamento», gli fa eco Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda. Anche la Cgil non scherza e mentre volenterosi insegnanti e assonnati studenti guerreggiano contro le piattaforme Zoom, G-suite, Spaggiari, Edmondo con la connessione che salta di continuo, il sindacato annuncia due emendamenti in Parlamento sull'assunzione degli insegnanti di sostegno e sulla composizione delle graduatorie.
 


Insomma, se i dati Ocse condannano la scuola italiana nel girone dei somari perché gli studenti non sono in grado di comprendere neppure quello che leggono, lo scontro sindacale è tutto incentrato su punteggi, nomine, incarichi annuali e messe a disposizione. Anzi no. Quando già si contavano i primi morti per l'emergenza Covid e a macchia di leopardo molte scuole chiudevano i battenti la stessa Gilda si premurava di interpellare il ministro della Pa Fabiana Dadone chiedendo di accelerare i tempi per il pagamento del «bonus merito». Per gli allievi più meritevoli? Macché: per gli insegnanti.

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Altro capitolo è quello dei criteri di selezione dei docenti. «Un miliardo e 450 milioni in due anni saranno destinati alla scuola per programmare un rientro a settembre in sicurezza e per l'esame di maturità in presenza in sicurezza - ha annunciato raggiante il premier Giuseppe Conte - C'è un importante segnale per la stabilizzazione del corpo docente: avremo 16 mila nuovi insegnanti e così arriveremo a regime a 78mila nuovi insegnanti di ruolo». Lo scontro si è aperto sulle modalità di svolgimento delle procedure che il ministero intende confermare: dunque, al computer e distanziati, i professori precari torneranno tra i banchi per contendersi una cattedra di ruolo. Quattro le procedure selettive per un totale di 62mila docenti. Il primo concorso sarà quello straordinario, per 24mila professori di scuole medie e superiori: si svolgerà nel periodo estivo tra fine luglio e inizio agosto. E bisogna anche affrettarsi: le finestre temporali per la presentazione della domanda sono fissate al 28 maggio per il concorso straordinario e la procedura per l'abilitazione, al 15 giugno per i concorsi ordinari. Un dubbio: si può svolgere un concorso di questa portata in piena Fase 2? E il distanziamento sociale? Troppe le incognite, tanto che la stessa responsabile scuola del Pd, la casertana Camilla Sgambato, ha espresso «seri dubbi sull'opportunità di seguire procedure stabilite lo scorso dicembre». Nel Decreto Rilancio approvato in Cdm il 14 maggio scorso è stata prevista la possibilità di svolgere le prove in sedi decentrate. Si attendono delucidazioni dal ministro Azzolina ma i sindacati nel frattempo celebrano «la più grande assemblea della scuola realizzata sul web»: 400mila lavoratrici e lavoratori collegati in questa nuova forma di partecipazione sindacale, «più di un dipendente su tre del mondo della scuola», annuncia trionfante il leader della Cgil Landini. Tutto questo mentre solo pochi giorni fa l'Istat ha certificato che in Italia la dispersione scolastica ha raggiunto il 14 per cento su un totale di 8,3 milioni di studenti. Ma questo non sembra preoccupare né i sindacati né il ministero visto che il decreto legge «sulla regolare conclusione e l'ordinato avvio dell'anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato», vaga in Parlamento. Dovrà essere convertito entro il 7 giugno. Ad anno scolastico ormai finito.

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