Covid e scuola, torna l'incertezza: in Campania sono possibili nuovi rinvii

Domenica 4 Aprile 2021 di Mariagiovanna Capone
Covid e scuola, torna l'incertezza: in Campania sono possibili nuovi rinvii

Il decreto Draghi ha disposto che la scuola torni in presenza dal 7 al 30 aprile. Ma la Campania è ancora zona rossa, quindi a tornare in aula saranno i piccoli dei servizi educativi e della scuola dell’infanzia, gli alunni della primaria e gli studenti del primo anno della secondaria di primo grado. Seconda e terza media, e tutte le classi delle superiori, continueranno invece in Dad. Le comunicazioni ufficiali sui siti delle scuole tardano ad arrivare, non tanto per la pausa per le festività pasquali ma per un timore che aleggia nelle chat delle classi: l’arrivo di un’ordinanza regionale che posticipi il rientro in aula. Nelle disposizioni decise dal governo si precisa che la ripresa della scuola «non può essere derogata da provvedimenti dei presidenti delle Regioni e dei sindaci», ma stabilisce che essi possono farlo «solo in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus o di sue varianti nella popolazione scolastica». Da Palazzo Santa Lucia per ora tutto tace, ma c’è tempo fino a martedì per valutare eventuali sospensioni in funzione dei contagi. C’è però chi già ha deciso, come Luigi Pellegrino, sindaco di Parete nel casertano, che si continuerà con la Dad fino al 9 aprile.

«La salute prima di tutto» sintetizza il sindaco di Parete, che non consentirà la presenza fino a venerdì prossimo «in considerazione dell’elevato numero dei contagi anche tra ragazzi in età scolastica» in un comune che conta circa 11mila anime. È il primo sindaco che va contro il decreto Draghi che – ammette - «non mi ha fatto dormire la notte», e probabilmente non sarà l’ultimo. Il sindaco Paolo Cimmino di Gragnano ci ha pensato a lungo, aveva promesso «a scuola si tornerà solo in sicurezza» e dopo un confronto con medici e dirigenti scolastici ieri ha sciolto la riserva: riaprirà perché «il dato dei contagi è confortante ma non deve farci abbassare la guardia», precisando che si tratta di «una prova». I provvedimenti di deroga pur essendo concessi con le dovute motivazioni, saranno osteggiati dalle famiglie no Dad «con diffide e ricorsi urgenti al Tar». I genitori sì Dad invece, ieri si sono ritrovati davanti la sede della Regione Campania per manifestare contro il decreto perché «non ci sono le condizioni per riaprire in sicurezza. I protocolli sono fermi alla prima fase della pandemia quando esisteva un solo ceppo del virus. Le varianti non sono considerate. Inoltre, è stato vaccinato l’80% del personale docente e scolastico ma solo il 2% ha avuto la seconda dose». 

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Orari, turni e ingressi differenziati sono già stati fissati dai dirigenti e usati durante l’apertura di fine gennaio e problemi per il rientro non ce ne sono. Tranne al 54° circolo didattico Scherillo a Soccavo che prosegue fino al 9 aprile con la Dad per «rilievi sulla stabilità dei solai». Il decreto Draghi crea comunque problemi ai dirigenti delle scuole medie. Avendo in presenza soltanto le prime classi, molti docenti che insegnano anche in seconde e terze in Dad, dovranno fare i salti mortali, senza contare i problemi di connessione che sono presenti in molte scuole. Le sette scuole secondarie di primo grado di Napoli ancora non hanno confermato gli orari, tranne la Tito Livio a Chiaia dove le prime classi entrano alle 8, e gli alunni in Dad avranno una pausa di 15 minuti tra ogni ora. Gli alunni delle seconde e terze classi proseguiranno invece le lezioni in Dad con orario e modalità invariate. Al Cimarosa, la dirigente Palomba ricorda ai genitori di «rispettare gli orari stabiliti per garantire la sicurezza nei momenti di entrata e di uscita degli alunni». Qui ci sarà anche il tempo pieno ed elenca le procedure igieniche per la merenda, dalla sanificazione dei banchetti all’uso di una propria tovaglietta al gel per le mani. Il dirigente Spagnuolo del Bracco, prima di elencare le procedure di ingresso e turni, ricorda alle famiglie che «è obbligatorio l’uso della mascherina per tutti gli alunni dalla prima classe di scuola primaria in su» come pure la certificazione in cui dichiarano di «non essere stati a contatto con persone positive al Covid o avere contratto il virus nei giorni immediatamente antecedenti al rientro a scuola». Alla Quarati le lezioni in presenza riprendono secondo le consuete articolate turnazioni, essendo una delle scuole più frequentate del Vomero, non apprezzate dalle famiglie. «Purtroppo, considerato l’elevato numero di alunni e il conseguente elevato numero di classi, non è possibile modificare le turnazioni in base, alle seppur legittime, richieste individuali» precisa la dirigente Marina Esposito. 

Ultimo aggiornamento: 5 Aprile, 12:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA