MARIO DRAGHI

Green Pass, niente stipendio ai prof senza certificato dopo 5 giorni d'assenza: ecco il piano scuola

Giovedì 5 Agosto 2021
Green Pass, ai prof senza certificato niente stipendio dopo 5 giorni d'assenza

Green Pass obbligatorio per tutto il personale della scuola e dell'università. È quanto prevede la bozza del decreto in discussione al Consiglio dei ministri. I docenti senza pass, inoltre, smetteranno di ricevere lo stipendio al quinto giorno di assenza. Nella bozza si legge: «Il mancato rispetto delle disposizioni è considerata assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato».

Tutto il personale della scuola e dell'università, «al fine di garantire la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione in presenza del servizio essenziale d'istruzione», dovrà avere ed esibire il Green pass.

Green pass, il piano scuola

Arrivano le misure per far partire la scuola in presenza e sicurezza dal 1 settembre: dal Green Pass per il personale scolastico voluto dall'Esecutivo, al Piano scuola del ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi che stamane ha ottenuto il via libera della Conferenza Unificata, al protocollo per la sicurezza al centro dell'incontro di oggi pomeriggio tra il ministero di viale Trastevere e i sindacati. Al tempo stesso il governo ha stanziato per gli Enti locali altri 200 milioni, che si aggiungono ai 70 già previsti con il Dl Sostegni bis, per interventi di edilizia leggera, affitti e noleggi di nuovi spazi e aule. Il punto centrale, che sta a cuore a tutti, è la ripresa del nuovo anno scolastico in presenza: la chisura sarà prevista solo in casi «eccezionali» di focolai o di rischio «particolarmente elevato» si legge nel documento che introduce il Green pass obbligatorio per tutto il personale della scuola e dell'università.

Un testo con misure stringenti, se è vero che prevede che il mancato rispetto delle disposizioni «è considerata assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato».

Il Green pass per la scuola è una misura non osteggiata dai sindacati ma neppure gradita: oltre l'80% del personale scolastico è già vaccinato e l'introduzione del Green pass non basterà, fanno notare le maggori sigle sindacali, a scongiurare la didattica a distanza se non verranno assunte altre iniziative, dall'organico aggiuntivo, alla previsione di classi con un numero inferiore di alunni. Soprattutto il Green pass getterà sui dirigenti scolastici nuove incombenze: «penso, per esempio alla partita delle supplenze, bisognerà capire se i supplenti sono vaccinati o no o se hanno fatto un tampone di recente, rispettando al tempo stesso le graduatorie. Occorrerà aiutare le scuole in questa gestione o avranno complicazioni», ragiona il segretario della Flc Cgil Francesco Sinopoli. Anche per lo Snals di Elvira Serafini, il Piano Scuola «scarica le responsabilità sugli istituti», dal momento che «prevede raccomandazioni ma poche indicazioni precise».

C'è chi, come il coordinatore della Gilda Rino Di Meglio, ritiene «illogico fissare l'obbligo vaccinale per il personale scolastico ma non per la ben più folta platea studentesca, considerato che, al contrario dell'ambito sanitario, sono gli studenti a costituire un potenziale veicolo di contagio per gli insegnanti e non viceversa». L'Anief si dice pronto allo sciopero sul Green pass; la Uil cerca soluzioni per i lavoratori fragili «che al momento sono scoperti e ci stanno rimettendo in termini di stipendio ridotto e rischio licenziamento», come fa notare il segretario Pino Turi. Tra le forze politiche prevale infine, con qualche mal di pancia, la convinzione che sia un bene imporre il Green pass al mondo della scuola, ma ora bisogna correre per preparare il rientro, esortano tutti.

Ultimo aggiornamento: 6 Agosto, 08:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA