Il ministro Bussetti: «Svolta a Medicina, aumenterà del 20% il numero dei posti per accedere al corso»

Venerdì 7 Giugno 2019 di Elena Romanazzi
Il ministro Bussetti: «Svolta a Medicina, aumenterà del 20% il numero dei posti per accedere al corso»

Autonomia differenziata, esame di maturità, stabilizzazione dei precari e incremento di ben 1900 posti per la sola facoltà a numero chiuso di Medicina e chirurgia rispetto all'anno passato. Il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti traccia un bilancio del suo primo anno al Dicastero. Tra sfide nuove (la maturità), incognite future (l'autonomia) e trattative in corso (precari).

Che scuola sarà quell'autonomia chiesta dalle regioni del Nord?
«A me risulta che l'autonomia differenziata sia stata chiesta anche dalla Campania».

Ma non per la scuola. Il governatore è stato categorico su questo punto. Ma per lei il testo in discussione come è scritto ora va bene?
«Sull'autonomia c'è un lavoro che va avanti da mesi. Non parliamo di un testo definitivo, perché il percorso si è articolato su più fronti e giustamente è stato condiviso con i vari soggetti coinvolti. Anche in sede parlamentare. C'è bisogno del contributo di tutti per mettere a punto un piano di intervento efficace. Che miri a una valorizzazione dei territori e, per quanto riguarda il mio Dicastero, all'arricchimento del sistema scolastico».

L'autonomia prevede dopo tre anni la media procapite come criterio per assegnare le risorse. Ma per la scuola ha senso dividere le spese per tutti gli abitanti e non per i soli studenti? Si penalizzano ingiustamente i territori con più giovani Campania in testa, non trova? Anche il presidente della Commissione fabbisogni standard Giampaolo Arachi ha detto che è un criterio iniquo... 
«Ripeto, il lavoro è in corso. E non lo sta portando avanti soltanto il Governo. Ma è e sarà frutto dell'impegno delle Regioni coinvolte, del Parlamento e di tutti gli altri portatori di interesse. Una cosa è certa: l'obiettivo è migliorare i servizi per i cittadini. Non verranno prese decisioni che penalizzino il sistema d'istruzione. Vogliamo rafforzarlo. Non ci saranno spazi per nessun tipo di iniquità».

Con la regionalizzazione delle assunzioni ci troveremmo, nelle stesse scuole, personale assunto dalla regione, personale che ha optato per rimanere statale, personale transitato dallo Stato alla Regione. Ha valutato i costi monetari e gestionali del moltiplicarsi degli inquadramenti? 
«Non c'è un testo definitivo, quindi neanche questo tipo di calcoli può esserlo. Certamente, è indubbio che puntiamo a ridurre i costi improduttivi e a rendere il sistema di istruzione più efficiente e di qualità. Vogliamo incrementare le risorse utili, non aumentare i costi burocratici. Sarebbe una follia altrimenti». 

Anche gli Atenei temono il percorso dell'Autonomia regionale. Cose si sente di rispondere alla Crui?
«Con gli Atenei il confronto è sempre aperto. C'è un'ottima interlocuzione che ci sta permettendo di raggiungere importanti risultati: sono tornate a crescere le assunzioni nelle Università, stiamo potenziando il diritto allo studio. E proprio qui in Campania stiamo realizzando una struttura di eccellenza come la Scuola Superiore Meridionale. Nel caso dell'autonomia differenziata, dobbiamo ricordare che l'ottica non è indebolire. Anzi. Vogliamo rafforzare, attrarre sempre nuove risorse e riconoscere agli Atenei la libertà di cui hanno bisogno per definire percorsi formativi qualificati per i nostri giovani».

Ministro siamo a ridosso della chiusura dell'anno scolastico, il primo che la vede come Ministro, come è andato questo anno? Quali gli aspetti positivi e quali, invece, quelli negativi che non è riuscito a cambiare e che spera di modificare? 
«È stato un anno molto positivo, tante le azioni che abbiamo messo in campo per migliorare il nostro sistema di istruzione. Nell'interesse degli studenti. Sia sotto il profilo amministrativo, che didattico. Abbiamo inaugurato una nuova stagione di concorsi per permettere alle istituzioni scolastiche di funzionare al meglio, di avere tutte le risorse professionali di cui hanno bisogno e dare continuità ai ragazzi. Ma abbiamo anche approvato in prima lettura alla Camera una legge, fortemente voluta da questo Governo, che torna a dare centralità all'Educazione civica nel percorso formativo dei nostri giovani. Proprio in queste ore con il Ministro Centinaio, inoltre, abbiamo stretto un'intesa per rafforzare la formazione tecnica e professionale in ambito turistico, alberghiero e nel settore dell'agricoltura, campi imprenditoriali trainanti per la nostra economia».   

È il primo anno della nuova maturità, scritti complessi, incognita orali. Che messaggio si sente di dare ai ragazzi?
«Di studiare con impegno, certamente. Ma anche di prepararsi con tranquillità, perché si confronteranno con prove alla loro portata. Le simulazioni nazionali degli scorsi mesi l'hanno dimostrato. Non troveranno niente che non siano in grado di fronteggiare. La Maturità è un momento per esprimere se stessi e quanto appreso durante il percorso formativo. Nessuno si sogna di mettere gli studenti in difficoltà. Questo nuovo Esame è frutto di una legge approvata nel 2017: l'abbiamo ereditata, ma abbiamo lavorato alla sua attuazione apportando correttivi significativi. Ai maturandi faccio il mio in bocca al lupo: date il meglio di voi stessi».

La polemica sull'esclusione della prova scritta di storia all'esame non è ancora sopita.
«La storia sarà presente nello scritto dell'Esame, anche più di prima. Perché non sarà confinata in una sola tipologia di prova, come in passato, ma sarà trasversale a tutta la prima prova. Certe polemiche sono pretestuose e non fondate. Non mettiamoci a fare la guerra, tra l'altro immotivatamente. Nessuno ha intenzione di sacrificarla».

Si avvicinano le scadenze per l'avvio del futuro anno scolastico, tra mobilità dei docenti, organici e nodo precari. Prima della tornata elettorale ha parlato di stabilizzazione dei precari, una platea di circa 50mila persone. Come intende procedere? 
«Come dicevo prima, abbiamo inaugurato una fondamentale stagione di concorsi. Nuovi bandi arriveranno entro l'estate. Alle parole facciamo seguire atti concreti. C'è un tavolo tecnico, attivo da diverse settimane, che tornerà a riunirsi martedì prossimo per definire al meglio e in tempi rapidi sia nuovi percorsi di assunzione che abilitanti. Stiamo lavorando molto bene, in un clima di condivisione e confronto costruttivo».

Cambiamo argomento: parliamo di sicurezza. Qual è la sua posizione sull'uso delle telecamere negli asili? Misura duramente criticata dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris.
«Abbiamo dato con l'approvazione dello sblocca cantieri una risposta alle tante richieste di sicurezza che arrivano dalle famiglie e dalle scuole. Si tratta di un provvedimento che nasce da gravi fatti di cronaca. E penso che genitori, alunni e insegnanti debbano sentirsi tutelati».

Numero chiuso per Medicina. Ci sarà un incremento dei posti a disposizione per accedere al corso di medicina?
«Ci sarà un aumento del 20%: saranno complessivamente 11.600, 1.900 in più solo per Medicina rispetto all'anno passato. Il nostro Paese ha bisogno di medici, dobbiamo colmare questo vuoto. E agire strategicamente. Ma l'obiettivo è arrivare a una riforma del modello di ammissione ai corsi. Lavoreremo insieme al Ministero della Salute, agli Atenei e alle Regioni. È richiesta da anni, è stata molto dibattuta e adesso vogliamo chiudere questa partita».
 

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