Matematica, non ci sono più prof: i laureati scelgono l'industria

Venerdì 22 Ottobre 2021 di Mariagiovanna Capone
Matematica, non ci sono più prof: i laureati scelgono l'industria

«Non abbiamo insegnanti di Matematica». Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi lancia l'allarme e lo fa durante il suo intervento al convegno di Confindustria a Napoli, su coesione territoriale e cambiamenti strutturali e strategici per la convergenza socio economica dell'Italia. Il ministro auspica «una riforma fondamentale nell'orientamento, che deve partire dalle medie e deve portare più ragazzi verso le materie tecniche e scientifiche» ma chiarisce pure che «servono percorsi che rendano tutte le materie scientifiche appetibili, altrimenti non ce la possiamo fare».

La carenza di docenti in Matematica non è certo un problema di oggi ma a viale Trastevere se ne discute da anni. Già nel 2017, con l'allora ministra Valeria Fedeli, fu quantificata un'esigenza di poco meno di 4mila cattedre, con il problema particolarmente pesante nelle scuole secondarie di primo grado e nelle regioni del Nord, con la Lombardia che da sola chiedeva 1.072 docenti. I concorsi fatti da allora (l'ultimo questa estate) non riescono a ricoprire tutti i posti liberi, sia perché sono pochi coloro che si presentano per quella categoria, che per chi riesce a superare le prove. La riforma chiesta da Bianchi, diventa quindi l'unica via possibile. 

In Italia nel 2017 (non esistono dati più recenti del MUR dettagliati per corso di laurea ma solo totali) hanno conseguito una laurea magistrale in Matematica in 1.028 e la triennale in 1.281 e si distribuiscono equamente tra uomini (50,8%) e donne (49,2%). Durante gli studi il 6,7% dei laureati in Scienze matematiche ha svolto esperienze di studio all'estero riconosciute dal proprio corso di laurea, mentre il 20,7% ha svolto tirocini formativi curriculari. Si dichiarano soddisfatti del percorso universitario appena concluso: potendo tornare ai tempi dell'iscrizione, il 79,5% sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo.

L'ateneo che conta il maggior numero di laureati in Matematica è La Sapienza di Roma (88 laureati), seguita dalla Statale di Milano e da Padova. La prima Università del Sud è la Federico II di Napoli che è solo ottava a livello nazionale (49 laureati). Anche per la facoltà di Scienze matematiche a guidare è La Sapienza di Roma (131 laureati), poi ci sono Torino e Bologna. Anche nel caso di Scienze matematiche la prima città meridionale è Napoli, in classifica con la Federico II (54 laureati). Gli immatricolati dello scorso anno accademico sono stati 240.

Il problema alla base delle cattedre mancanti è proprio il fatto che in Italia i Laureati in matematica ne sono pochi, circa un migliaio contro i quasi 40mila nell'area scientifica, sebbene siano raddoppiati nell'ultimo decennio. Secondo un'indagine di AlmaLaurea a gravare sulla situazione è il mondo della ricerca, che sottrae i matematici alla scuola: infatti uno su quattro dei laureati prosegue con il dottorato.

«Una riforma fondamentale per noi è l'orientamento, che deve partire dalle scuole medie e deve portare i ragazzi verso materie tecniche e scientifiche. Oggi abbiamo una oggettiva carenza di insegnanti di matematica, non ne abbiamo. Non ce li inventiamo, ce li costruiamo se partendo dalle scuole medie e secondarie costruiamo dei percorsi che rendono tutte le materie scientifiche appetibili». La dichiarazione del ministro Bianchi non è una novità. È da anni che il ministero reclama più matematici per la scuola dell'obbligo, ma stavolta Bianchi propone una strategia d'insieme. «Abbiamo bisogno di insegnanti che siano non solo in grado di utilizzare tutti gli strumenti tecnologici a disposizione, ma che siano anche più accorti nel gestire la complessità sociale che oggi è dentro le nostre scuole, in particolare nelle aree del Mezzogiorno e nelle grandi periferie urbane. Stiamo investendo molto anche sulla figura del preside con competenze specifiche per gestire una realtà sempre più complessa».

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