MARIO DRAGHI

Scuola, dal governo fondi aggiuntivi per il Sud penalizzato: nuovi asili, palestre e mense

Venerdì 8 Ottobre 2021 di Luca Cifoni e Francesco Malfetano
Scuola, dal governo fondi aggiuntivi per il Sud penalizzato

Cinque miliardi messi a bando a novembre per realizzare asili, scuole, palestre e mense. Quella del Piano nazionale di ripresa e resilienza è una corsa contro il tempo nella quale il governo non può permettersi di sbagliare. «Finora abbiamo sempre mantenuto i nostri impegni e non vogliamo cominciare a non farlo ora» ha sottolineato Mario Draghi al termine della prima “cabina di regia” dedicata al Pnrr, dedicata a scuola università e ricerca. Si tratta in effetti di correre visto che finora è stato realizzato un quarto dei 52 obiettivi previsti per la fine dell’anno, tra investimenti e riforme: molti dei provvedimenti sono ormai in via di definizione se non pronti e per approvarli il consiglio dei ministri programma una media di due riunioni a settimana. Contemporaneamente dovrebbero arrivare ulteriori misure di semplificazione per rimuovere ostacoli procedurali all’attuazione del Piano. 

Nel dettaglio 3 miliardi andranno agli asili nido, 800 milioni alla costruzione di nuove scuole progettate per una didattica innovativa, 300 milioni alle palestre (per un totale di oltre 430 mila metri quadrati) 400 milioni alle mense come strumento essenziale per attivare il tempo pieno e limitare la dispersione scolastica, 500 milioni infine per la ristrutturazione degli istituti. Il bando dei progetti per l’innovazione digitale arriverà invece nel marzo del prossimo anno. In tutto gli investimenti per la scuola valgono 17 miliardi. Ma il percorso del Recovery Plan comprende anche le riforme: in campo scolastico le principali riguardano gli istituti tecnico professionali l’orientamento e il reclutamento degli insegnanti. Quanto invece a università e ricerca, come illustrato dalla ministra Maria Cristina Messa, sul tavolo ci sono 9 miliardi da destinare ai campioni nazionali, agli ecosistemi dell’innovazione, fino ai partenariati estesi agli atenei per un massimo di 15 grandi programmi di ricerca. 

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Dunque la fetta più ampia della torta che si spartirà già a novembre, 3 miliardi di euro, spetterà ad asili nido e scuole dell’infanzia. Oggi negli asili nido italiani in media trovano posto 27 bambini ogni 100, contro il minimo di 33 indicato dalla Ue. «Con grandi differenze tra Nord e Sud» come ha spiegato il ministro dell’Istruzione Bianchi. Leggendo la classifica a partire dal basso infatti, questa recita: Campania 9,4, Sicilia 10, Calabria 11, Basilicata 16,7 e Puglia 16,8. Tant’è che i 3 miliardi in questione non solo saranno destinati al 40% al Mezzogiorno - come già definito nel Pnrr - ma vi saranno anche operazioni mirate per risollevare le zone più in difficoltà. «Siamo pronti ad intervenire dove c’è necessità» ha continuato il ministro. Il tutto individuando ed eventualmente sanando «distorsioni» come quelle presenti all’interno del primo bando per i nidi risalente al marzo scorso (e al governo precedente). I 700 milioni di euro stanziati per finanziare la costruzione o l’adeguamento degli asili in aree svantaggiate del Paese, in alcuni casi sono finiti in città non proprio in emergenza: Milano o Torino ad esempio, a discapito di Venafro (Isernia) o Casal di Principe (Caserta). È un effetti di assegnare punti aggiuntivi per i cofinanziamenti messi sul tavolo dagli enti locali. La vicenda è finita sul tavolo della cabina di regia che ha convenuto «di analizzare la destinazione delle risorse per capire quanto è andato a ogni singola regione meridionale - spiega Mara Carfagna, ministro per il Sud e la Coesione territoriale - se le quote risulteranno inferiori, saranno compensate da future assegnazioni di risorse». 

Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre, 11:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA