CORONAVIRUS

Scuola, che succede se c'è un contagio in classe? Dalla quarantena al test rapido, le linee guida del ministero. Azzolina: «Il rischio zero non c'è»

Domenica 6 Settembre 2020

«Abbiamo lavorato per ridurre al minimo il rischio contagio ma la scuola non è un posto fatato, asettico, dove il rischio è zero per questo abbiamo lavorato con l'Iss per avere un protocollo e stabilire cosa si fa se c'è un contagiato in classe. Dal 14 la partita della scuola diventa molto sanitaria. Il caso di Roma al Marymount dimostra come il protocollo sta funzionando: inizialmente si era parlato di 65 persone che dovevano andare in quarantena, poi si è stabilito che solo 9 andranno in quarantena e seguiranno la didattica a distanza». I docenti non possono rifiutarsi di lavorare da remoto, «le linee guida stabiliscono che se la classe è in quarantena la didattica deve continuare. Io credo ci voglia anche buonsenso, tutti i paesi europei stanno facendo così», afferma il ministro dell'istruzione Lucia Azzolina. 

Scuola, test rapidi e nessuna chiusura: il piano della Regione Lazio in caso di contagi

Sulla scuola il Governo ha investito 7 miliardi: il premier Giuseppe Conte rivendica i fondi impegnati e il grande lavoro fatto questa estate per la ripartenza, il prossimo 14 settembre, della scuola, «abbiamo avuto riunioni su riunioni». E ricorda che la responsabilità è in capo a tutti. «C'è' un grande sforzo collettivo, non c'è solo la Azzolina, ci sono i ministri, i sindaci, gli amministratori», dice alla festa del Fatto. «Il Governo garantirà, unico in Europa, 11 milioni di mascherine». La titolare del Ministero di viale Trastevere assicura gli studenti e alle famiglie: «tornare tutti a scuola è prioritario. Le scuole saranno pronte ad accogliervi, a voi chiedo di fidarvi». E sempre dalla Festa del Fatto manda un segnale alle famiglie: «il rischio zero contagi non esiste e se mai dovesse accadere verrebbero attivate subito le procedure per la didattica a distanza».

LAVORATORI FRAGILI Rispondendo alle domande a raffica su palcoscenico della Festa del Fatto, la titolare dell'Istruzione ha anche chiarito che «non sono 300mila i professori che avevano chiesto l'esonero» in vista delle riaperture. «Ora c'è un iter particolare - ha sottolineato - ma al momento mi risulta che siano soltanto 200-300 le persone che hanno chiesto l'esonero». Intanto è stata diffusa l'attesa circolare interministeriale che circoscrive e precisa le caratteristiche del 'lavoratore fragilè: il solo parametro dell'età non costituisce elemento sufficiente per definire uno stato di fragilità, la maggiore fragilità nelle fasce di età più elevate della popolazione va intesa congiuntamente alla coesistenza di più patologie, soprattutto a carico degli apparati cardiovascolare, respiratorio, renale, da malattie dismetaboliche, a carico del sistema immunitario e oncologiche. Ecco perchè, secondo la circolare, il concetto di fragilità «va individuato in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto». E quindi «non è rilevabile - secondo il ministero della Salute - alcun automatismo tra le caratteristiche anagrafiche e di salute del lavoratore e la eventuale condizione di fragilità» A questo punto i lavoratori fragili nella scuola non saranno presumibilmente numeri enormi anche se comunque i sindacati della scuola chiedono di colmare una lacuna normativa che riguarda sia l'assenza di chi non può lavorare nè in presenza nè a distanza (come i collaboratori scolastici) sia la gestione di chi non può lavorare in presenza ma potrebbe farlo a distanza (è il caso del personale tecnico amministrativo e docenti).

IN CASO DI CONTAGI Parlando invece di un ipotetico caso di contagio a scuola, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri spiega oggi che se un alunno risulterà positivo, tutta la classe dovrà essere messa in quarantena ma vi è la possibilità di uscire dalla quarantena dopo qualche giorno facendo dei tamponi. Sileri si dice inoltre favorevole ai test rapidi a scuola: «In caso di esito positivo si farà poi il tampone». Intanto continuano, dopo la riapertura per i corsi di recupero, i casi di istituti costretti a chiudere a causa della positività degli allievi: oggi è accaduto in Friuli Venezia Giulia dove una studentessa che frequenta l'Istituto tecnico «Malignani» di Cervignano del Friuli (Udine), e presente in classe in questi giorni per i corsi di recupero, è risultata positiva. Il plesso è stato chiuso e i corsi proseguiranno on line. Alla Marymount International di Roma, invece, dove uno studente ieri è risultato positivo, 9 ragazzi venuti a contatto con il giovane positivo sono stati posti in quarantena ed in sorveglianza sanitaria.

E mentre continuano ad arrivare segnalazioni di decine di docenti che non riescono a sottoporsi ai test sierologici perchè non tutti i medici di base hanno aderito alla campagna, intervengono per supplenza Asl e Regioni: la Regione Piemonte punta a creare una corsia preferenziale senza prenotazione per fare i tamponi agli studenti quando ci siano casi sospetti o contatti con soggetti che risultano positivi. La Asl Bari invece annuncia che «si farà carico di eseguire il test al personale docente e non docente il cui medico di medicina generale non abbia aderito alla campagna di screening». In Campania il governatore De Luca è pronto a dare contributi straordinari ai Comuni per attivare servizi integrativi per il trasporto scolastico o a fare contratti con i servizi di bus privati. Il Codacons, dal canto suo, chiede di usare i fondi stanziati per il bonus vacanze e non utilizzati dai cittadini per intervenire sulla sicurezza delle scuole. L'opposizione rimane sempre molto critica. «La procedura per 'chiamata velocè prevista per i docenti dal decreto scuola e tanto sostenuta dal ministro Azzolina è stata un fallimento. Si aspettavano circa 6mila candidature, ne sono state inoltrare appena 2.500», afferma Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Al momento, a pochi giorni dall'avvio dell'anno scolastico, risultano scoperte almeno 60mila cattedre. E per Mario Pittoni (Lega) la ministra è responsabile del «disastro delle graduatorie» per le supplenze. 

«Il primo giorno di scuola, il 14 settembre, sarà un giorno molto emozionante, da marzo le attività si erano interrotte. La temperatura si misura a casa per evitare che se ci fossero studenti malati o asintomatici possano diventare un pericolo per i compagni di avventura. È chiesto di avere responsabilità da parte di tutti. Si devono evitare gli assembramenti fuori da scuola, si useranno tutti gli ingressi a disposizione», ha detto la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina a Il caffè della domenica di Maria Latella su Radio 24.
 

Ultimo aggiornamento: 15:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA