Scuola, crollano gli alunni nel Sud
ed è boom di cattedre vuote

Martedì 10 Settembre 2019 di Gianluca Sollazzo

Meno alunni in classe e più supplenti. Suona la campanella di inizio anno scolastico ma ci vorrà almeno un mese per avere tutte le cattedre coperte. Complice il record di 200mila supplenze da assegnare che pioveranno sulle scuole da nord a sud. Una delle prime grane per il neoministro Lorenzo Fioramonti. Ieri ritorno in classe per gli allievi del Piemonte, in Campania si riprende domani, poi via via in tutte le altre regioni, fino alla Puglia il 18 settembre. La campanella di inizio lezione non suonerà per 69.256 alunni. Tanti sono i ragazzi in meno nelle scuole di ogni ordine e grado rispetto all'anno scorso.
 
Si pensi solo che nell'area del napoletano sono ben 50 i plessi della scuola dell'infanzia che non superano i 15 alunni: scuole anemiche che stanno lentamente precipitando verso lo spopolamento. Sempre in Campania, nelle aree interne del salernitano, sono poco più di 45 i plessi dell'infanzia con meno di 15 alunni. Sono le regioni meridionali a pagare il prezzo più alto di un calo di presenze inarrestabile. Dei 69.256 alunni in meno conteggiati dal Miur, oltre 51mila spariranno nelle regioni meridionali. Saranno 14.918 gli allievi in meno in Campania, in Puglia 11 mila. E soffre anche il centro-nord: Veneto, Lombardia, Piemonte dovranno fare i conti con alcune migliaia di alunni in meno, tra cui spiccano gli oltre 5mila in meno in Veneto e i quasi 3.500 in Piemonte. In un messaggio al mondo della scuola il Governatore della Campania Vincenzo De Luca e l'assessore al ramo Lucia Fortini precisano che «le comunità scolastiche rappresentano una leva consapevole del cambiamento nei comportamenti e nelle scelte della collettività in difesa dell'ambiente diventando, al fianco delle istituzioni locali, monito per le nazioni e l'intera comunità mondiale». E la Regione donerà un albero a ogni istituo scolastico.

Per il momento, il decremento in aula non si ripercuoterà sugli organici degli insegnanti. Il Miur ha stabilito di mantenere gli stessi posti dell'anno scorso: sono 710.275 i docenti su materia, dei quali 100.080 sul sostegno. In Campania sono ai nastri di partenza 85.973 insegnanti (di cui 13.225 sul sostegno). Ma per tutti i 7 milioni e 599 mila studenti pronti a sedersi in classe la prima emergenza è la presenza di tante cattedre scoperte. Il motivo? Il turnover rafforzato dai 33mila pensionati con la Quota 100 e i 23mila posti vacanti per mancata assunzione entro il 31 agosto di candidati nelle graduatorie concorsuali, soprattutto di materie come la matematica, l'italiano e il latino. «L'anno comincia e siamo nella emergenza tuona Pino Turi, segretario generale Uil scuola tra posti vacanti, posti di Quota 100 e posti da coprire in organico di fatto avremo circa 200mila supplenze». Il riferimento è alla mancata approvazione da parte del Governo del decreto salva-precari che prevedeva la stabilizzazione di 24.500 professori precari italiani con servizio triennale. Sembrano lontani anni luce i propositi della legge 107 - quella della Buona scuola - che si preponeva di abbattere per sempre il precariato e la mattia della supplentite cronica che ogni anno determina un valzer di insegnanti precari. E il paradosso è servito. L'anno prossimo in Lombardia gli studenti si ritroveranno 13mila docenti diversi, perché tanti sono quelli che verranno assunti a tempo determinato nei prossimi giorni per effetto del boom di posti vacanti. In Campania - dove le Graduatorie a esaurimento (Gae) si sono esaurite al 90% nelle scuole secondarie di primo e secondo grado e le graduatorie concorsuali del 2016 e del 2018 sono ormai semi svuotate al 75% - l'Ufficio scolastico dovrà ricorrere a 1.200 precari storici delle Gae a cui si aggiungeranno altre 5 mila nomine annuali e brevi dalle graduatorie di istituto, per un totale di 6.200 precari in classe. Per coprire gli altri posti liberi sarà necessario attingere dalle graduatorie di istituto di seconda e terza fascia, oltre al nuovo canale delle Mad, quello delle messe a disposizione dei giovani neo laureati a caccia di una supplenze e di esperienza e che non hanno mai lavorato.

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