Frase sessiste nei testi di scuola: «Troppo brutta per avere un ragazzo, troppo grassa per la minigonna». Azzolina: «Inteverremo»

Lunedì 18 Maggio 2020 di Alessandra Spinelli

 Roba da rimanere lì senza parole davanti allo sguardo interrogativo dei propri figli che magari non capiscono subito il problema. Eppure è bello grande il problema ed è il sessismo strisciante, imperante, nella cultura italiana, instillato in stereotipi sin da piccoli attraverso innocenti esercizi. Un esempio? «Rossella è così bella da sembrare un angelo, mentre sua sorella è talmente brutta che nessun ragazzo la degna di uno sguardo» Non basta:  gli esempi sono altri e sono in libri di testo e libri da lettura per bambini. A segnalarli è stato sulla sua pagina Facebook, il deputato Alessandro Fusacchia, padre di una bambina di 3 anni. «Questa è roba da far venire voglia anche al più incallito liberale di invocare la censura» scrive il parlamentare, ex di +Europa, ora leader di Movimenta, particolarmente attento a questi temi: sta lavorando infatti a una proposta di legge sugli stereotipi nei libri scolastici.

Nel primo, un testo scolastico, bisogna concludere le frasi capendo quale sia la seconda parte corretta. «Sono uscito senza ombrello...» finisce con «...cosicché mi sono bagnato». Ora dice il parlamentare  «Cosicché non lo usa più nessuno ma diciamo che va bene, ci sta. Poi segue la frase: «Lucia è troppo grassa...» e l'unica combinazione possibile è la frase che finisce con «...per indossare una minigonna».

Interviene il ministro Lucia Azzolina: «La scuola si batte ogni giorno per educare le ragazze e i ragazzi al rispetto, all'uguaglianza. Un lavoro che rischia di essere vanificato se non facciamo tutti la stessa doverosa attenzione ai messaggi che si trasmettono». Il problema però è che con l'autonomia degli istituti sono le stesse scuole a scegliere liberamente i libri di testo.  «Che frasi come quelle siano scritte in un libro di testo è molto grave. Faremo certamente i dovuti approfondimenti e segnaleremo la cosa all'Associazione italiana editori, che siamo certi offrirà la sua collaborazione per evitare che cose del genere accadano ancora. Dobbiamo essere ancora più vigili sul tema del sessismo. Oggi parliamo di un libro di testo, ma queste cose accadono ogni giorno sui social, dove le donne vengono continuamente attaccate per come si vestono, si truccano, vengono aggredite verbalmente, anche e soprattutto se sono personaggi pubblici». 

Pronta la replica della casa editrice, affidata alla direttrice editoriale Alessandra Porcelli: «Ci preme segnalare che il passaggio a cui viene fatto riferimento è relativo a un libro di testo pubblicato dalla nostra casa editrice sei anni fa. Da allora sono state pubblicate due nuove edizioni del libro in cui abbiamo arricchito e rinnovato la didattica e prestato estrema attenzione ai temi delle pari opportunità, modificando tra l'altro le frasi che ci avete segnalato. Come casa editrice siamo molto sensibili a queste tematiche tanto che negli ultimi due anni abbiamo lanciato un progetto per i libri della scuola primaria denominato “Obiettivo parità”, che prevede la supervisione di illustrazioni, linguaggio e brani antologizzati. Questa iniziativa è finalizzata a contrastare gli stereotipi di genere attraverso l’esperienza di Irene Biemmi, che è docente di pedagogia sociale dell'Università di Firenze, specialista di pedagogia di genere». 

Ultimo aggiornamento: 19 Maggio, 17:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA