Scuola, oggi il ritorno in classe per 7 milioni di studenti. Bianchi: «Settimana corta? Non ne abbiamo mai parlato»

Scuola, oggi il ritorno in classe per 7 milioni di studenti: il nuovo anno fra normalità pre-Covid e Pnrr
Scuola, oggi il ritorno in classe per 7 milioni di studenti: il nuovo anno fra normalità pre-Covid e Pnrr
di Lorena Loiacono
Lunedì 12 Settembre 2022, 08:47 - Ultimo agg. 13 Settembre, 08:12
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Si torna in classe, oggi, nella maggior parte degli istituti italiani. Secondo i dati diffusi dal ministero dell'istruzione sono 7.286.151 gli studenti che torneranno sui banchi delle scuole statali nell’anno scolastico 2022/2023, per un totale di 366.310 classi.  Un anno importante, per il ritorno alla normalità pre-Covid e per l'avvio dei progetti finanziati dal Pnrr per l'innovazione delle scuole e il futuro degli ambienti didattici e delle competenze. Sull'argomento è intervenuta anche la CIDA, la rappresentanza sindacale per la dirigenza e le alte professionalità di tutti i settori socio-produttivi, pubblici e privati, che chiede un impegno profondo per innovare la scuola e l'istruzione per metterla al centro del Paese e del cambiamento verso cui si sta andando.

RIENTRI SCAGLIONATI DA REGIONE A REGIONE 
I primi a rientrare in aula sono stati, lo scorso 5 settembre, gli alunni e le alunne della Provincia di Bolzano. Da oggi si riparte ufficialmente, secondo i calendari predisposti a livello regionale, in Abruzzo, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e nella Provincia di Trento. Domani sarà la volta di bambini e ragazzi della Campania. Il 14 settembre le lezioni prendono il via in Calabria, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Umbria. Il 15 riprenderanno, invece, in Emilia-Romagna, Lazio e Toscana. In coda, il 19 settembre, Sicilia e Valle d’Aosta. Ma tanti, come a Roma e nel Lazio, giocano d'anticipo e rientrano oggi tra i banchi per avere poi a disposizione giorni utili per i ponti previsti nel calendario dei prossimi mesi.

CUZZILLA, CIDA: “PAROLE D’ORDINE: AUTONOMIA, MERITO E APERTURA AL MONDO PRODUTTIVO

L'obiettivo, nei prossimi mesi, è attuare i progetti del Pnrr anche per sviluppare le competenze degli studenti e collegarli al meglio al sistema universitario e al mondo del lavoro. ”La vera sfida è il cambiamento, saper cogliere le opportunità del momento. “Scuole, università ed enti di ricerca, sono settori strategici per il corretto funzionamento, e lo sviluppo economico, sociale e culturale di ogni paese - ha commentato Stefano Cuzzilla, Presidente di CIDA - porli al centro del cambiamento, vuol dire creare futuro. Purtroppo, in Italia, questi settori non sono sempre tenuti in adeguata considerazione e necessitano di interventi ed azioni strutturali, non più rimandabili, su più versanti. Le parole d’ordine devono essere: autonomia, flessibilità, valutazione, merito, conoscenze interdisciplinari, apertura al mondo produttivo. Solo così riusciremo a formare professionisti in grado di guidare con competenza il nostro Paese”.

 

GIANNELLI, ANP: "INNOVIAMO LA SCUOLA, PER SUPERARE I VECCHI PROBLEMI"

Sul tema è intervenuto anche il presidente Anp, l’Associazione nazionale dei presidi,  Antonello Giannelli, che mette a fuoco i problemi della scuola con cui si apre il nuovo anno:  “La politica scolastica deve occuparsi, con una prospettiva di adeguato orizzonte temporale, delle criticità che denunciamo da anni. Le prassi didattiche sono superate e vanno radicalmente rinnovate per risultare più efficaci. Serve quindi un massiccio e capillare piano di aggiornamento del corpo docente. L’altro problema da risolvere prima possibile è quello del reclutamento. Il sistema dei concorsi centralizzati risulta fallimentare da numerosi decenni, alimenta il precariato e va riformato per consentire alle scuole di assumere direttamente docenti e personale ATA. La carenza di personale qualificato nelle segreterie, infatti, mette a rischio l’utilizzo dei fondi del Pnrr. La scuola deve rispondere alle esigenze del Paese: una popolazione più preparata crea più PIL. Dobbiamo trasformare le crisi che stiamo vivendo in opportunità di crescita e miglioramento”.

REMBADO, FP CIDA: “GLI STUDENTI, LA FORZA MOTRICE DEL FUTURO DELL’ITALIA”

Lo sguardo al futuro è quindi fondamentale, soprattutto tra i banchi di scuola dove si formano le nuove generazioni: “Quando si parla di scuola, soprattutto all'inizio di un nuovo anno scolastico - dichiara Giorgio Rembado, presidente FP CIDA - manca sempre una riflessione sul futuro, perché la scuola è, o dovrebbe essere, oltre ad un'occasione per crescere, un investimento per gli studenti e per la società nonché il terreno per un collegamento tra istruzione e lavoro proiettato in avanti. Dobbiamo puntare sulla formazione dei nostri ragazzi che, da qui a pochissimi anni, saranno la forza motrice dell'Italia, e allo stesso tempo dobbiamo valorizzare il lavoro, l'impegno e la formazione del personale scolastico, consentendogli di muoversi in ambienti didattici all'avanguardia. E allora capovolgiamo la prospettiva tradizionale puntando sulla scuola del futuro".

Bianchi: mai parlato di settimana corta

La settimana corta a scuola? «Il governo non ne ha mai parlato perché siamo convinti che tutti dobbiamo affrontare le problematiche legate del caro energia, ma la scuola sia l'ultima. Abbiamo già dato». Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi intervistato da Unomattina su Rai1.

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