SERGIO MATTARELLA

Scuola, ritorno (nella ressa) con poche precauzioni. Mattarella: «Banda larga a tutti»

Martedì 15 Settembre 2020 di Mario Ajello e Camilla Mozzetti
Scuola, rientro nella ressa e con poche precauzioni. Mattarella: «Banda larga a tutti»

Riapre la scuola e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella decide di andare a celebrare un giorno così importante in uno dei luoghi simbolo dell’emergenza Covid. A Vo’ Euganeo. E traccia un elogio della scuola inclusiva, delle aule come palestre di anti-violenza, della formazione e dell’istruzione come ingrediente base della pacifica convivenza e della civiltà. Non fa un discorso retorico il Capo dello Stato e neppure sceglie citazioni alte e ce ne sarebbero (diceva per esempio Victor Hugo: «Chi apre la porta di una scuola chiude una prigione») ma un esempio pratico e di scottante attualità nel paese veneto dove si è recato in questo giorno speciale e a forte impatto mediatico e sociale.

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«Siamo sconvolti per la morte di Willy, pestato a morte per aver difeso un amico contro la violenza. Il suo volto sorridente resterà come un’icona di amicizia e di solidarietà, che richiama i compiti educativi e formativi della scuola e dell’intera nostra comunità». Così il presidente della Repubblica Mattarella ha ricordato il giovane ammazzato di botte una settimana fa. «La scuola, la cultura, il confronto continuo - ha aggiunto - sono anche antidoti al virus della violenza e dell’intolleranza, che può infettare anch’esso la comunità se viene ridotta l’attenzione». Per questo «occorre spiegare il massimo impegno per contrastare chi pratica una violenza vile e brutale che più volte si è manifestata anche nei giorni scorsi. Chi la predica o la eccita nei social».
 

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E poi i riferimenti a quello che serve per la scuola nel nostro Paese: «Il lockdown ci ha mostrato che hanno sofferto pesanti esclusioni i ragazzi senza computer a casa, quelli che erano privi di spazi sufficienti, coloro che già vivevano una condizione di marginalità. Dobbiamo evitare che il divario digitale diventi una frattura incolmabile». Questo periodo «Ha sottolineato l’urgenza e la necessità assoluta - ha concluso il Capo dello Stato - di disporre della banda larga ovunque nel nostro Paese». Da Palazzo Chigi ieri sera, dove il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è riunito con diversi ministri per fare il punto sul primo giorno, è arrivata una nota: «Si è preso atto, con soddisfazione, che la scuola è ripartita e che le attività scolastiche sono riprese in modo ordinato, nel rispetto delle regole sanitarie». Tuttavia, con la campanella che ieri è tornata a suonare per oltre 5,6 milioni di studenti (degli 8,3 milioni totali), non sono mancati i problemi: elementari, medie e licei dove i banchi monoposto non sono ancora arrivati, dove gli insegnanti non bastano e per questo si perderanno ore e ore di lezione fino alla fine del mese.
 

CAOS ASSEMBRAMENTI

Edifici che, nonostante l’impegno dei presidi e dei professori nel diversificare orari e uscite, sono stati vittime di assembramenti di fronte ai portoni. Dal liceo Scientifico Righi al Classico Visconti, entrambi nella Capitale, fino ad Ancona dove il distanziamento anti-Covid19 non è stato rispettato in due scuole. «Situazioni preoccupanti che rischiano anche di minare tutta l’attenzione riposta sulle norme anti-contagio», commenta Mario Rusconi presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma e del Lazio e che pure si sono rincorse da Nord al Centro. In alcuni istituti poi c’era più di un termoscanner e ai bambini, che per altezza non riuscivano ad arrivare al monitor, un’insegnante era lì, come all’istituto comprensivo Valente di Roma, pronta a prendere la temperatura. Ma in altri invece, non solo i termoscanner non c’erano ma sono stati i genitori a portare i misuratori della temperatura elettronici da casa.

E per tanti che hanno potuto godere di spazi alternativi di primo piano per le lezioni - dal foyer del teatro della Pergola di Firenze al Parco archeologico del Colosseo - gli studenti del I e V anno del liceo Classico Amaldi di Tor Bella Monaca a Roma non hanno potuto fare didattica a distanza perché il sistema di video-lezione è andato in blocco, mentre alunni disabili sono stati rispediti a casa per l’assenza degli insegnanti di sostegno. Ne mancano migliaia a fronte invece di un aumento di studenti con disabilità: dai 259.757 dello scorso anno - conta il ministero dell’Istruzione - ai 268.671 di quest’anno. Non sono mancate neanche le proteste dei genitori, come a Cutigliano dove le famiglie hanno detto no alle “pluriclassi” dell’elementare Alcide De Gasperi: una formata da bimbi di prima, terza e quinta e l’altra di seconda e quarta.

Ultimo aggiornamento: 12:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA