Quarantena e Dad, è caos: nei licei i vaccinati o i guariti non vanno a scuola (anche se potrebbero)

Venerdì 21 Gennaio 2022
Quarantena e Dad, è caos: nei licei i vaccinati o i guariti non vanno a scuola (anche se potrebbero)

Bambini messi in quarantena e in Dad anche con un solo caso di positività in classe. In netto contrasto con quello che prevedono le norme sulla scuola primaria. Ma anche ragazzi delle medie o dei licei vaccinati o guariti che - sempre secondo quanto prevede la norma - potrebbero andare a scuola anche con due casi positivi e invece rimangono a casa per paura delle famiglie. E' caos nelle scuole.

Scuola, guariti dal Covid (o vaccinati) ma restano in quarantena e Dad: la "condanna" dei bimbi delle elementari

Il Piemonte

La Regione Piemonte ha inviato ieri una circolare  a Asl e Ufficio scolastico regionale, ricordando che per la scuola primaria la quarantena non è automatica. Ribadendo che il protocollo prevede, se c'è un positivo in classe, l'applicazione del piano T0-T5. Ovvero i bambini fanno un tampone appena si scopre il caso positivo, e se non ce ne sono altri, continuano ad andare a scuola, con un ulteriore tampone dopo cinque giorni. 

Quarantena per vaccinati? A decidere è il pediatra

Nella circolare regionale si fa poi chiarezza su un altro tema caldo: la quarantena per guariti e vaccinati nella scuola primaria. La Regione chiarisce che in caso di quarantena sia il pediatra a decidere se il bambino, vaccinato o guarito da meno di 120 giorni, debba o meno restare chiuso in casa, come previsto per chi non è vaccinato o non si è mai ammalato. L'indicazione sana una tipologia non prevista dal ministero che, nelle circolari, indicava la quarantena, senza considerare che anche tra i più piccoli ci sono già vaccinati e guariti. Si fa poi chiarezza su quali documenti sono necessari per il rientro in classe. Serve il tampone negativo e uno a scelta tra il Green pass di guarigione, il documento di chiusura della quarantena, la copia della disposizione di quarantena scolastica e l'autocertificazione di fine quarantena di un genitore.

Il paradosso del Lazio

Se dunque nella scuola primaria bimbi vaccinati o guariti vengono comunque messi in quarantena, causando disagi alle famiglie, si verifica però anche il caso contrario. E questo succede nelle scuole medie o nei licei dove invece i vaccinati o guariti da meno di 120 giorni potrebbero andare a scuola anche con due casi positivi in classe ma spesso non si presentano a scuola. E' la denuncia della presidente dell'Associazione nazionale presidi per il Lazio, Cristina Costarelli. «La procedura attualmente in vigore di auto sorveglianza degli studenti vaccinati dopo due positività in classe, da noi sempre osteggiata, è assolutamente inutile. Regolarmente il giorno in cui scatta la norma, la classe è pressoché deserta. Io mi sono ritrovata con 3 alunni in aula e 25 a casa». «Perché? - domanda Costarelli, anche dirigente del liceo Newton a Roma - Succede che il giorno in cui si attiva la procedura, vengono a scuola pochissimi alunni vaccinati, a cui viene controllato il green pass. Gli altri, anche se posseggono i requisiti per venire in presenza, non si presentano. Noi non possiamo controllare e dunque li mettiamo in dad e li interpretiamo come alunni in quarantena, al cui termine devono rientrare con le dovute certificazioni. Chiedo che si elimini il passaggio dei due, che crea solo disagio».

Assenze in classe che si aggiungono a quelle causate dai mezzi pubblici: «Otto studenti del Newton in queste settimane sono stati fermati mentre venivano a scuola in autobus e sono dovuti tornare a casa perché sprovvisti di green pass, dato che non gli era ancora stata caricata la prima dose di vaccino sul sistema - riferisce la preside - Così non stanno venendo a scuola e per loro non posso neanche attivare la dad».

Quarantene solo ai non vaccinati? «Prima di fare norme, si dovrebbe tener conto delle potenziali reazioni delle famiglie. Altrimenti si complica la gestione ordinaria delle situazioni, come accaduto qualche giorno fa al Newton: uno studente vaccinato entro i 120 giorni con a casa un fratello positivo è venuto a lezione, e l'intera classe, i genitori ed i professori sono entrati in allarme. Ma il rientro, per le norme del 30 dicembre, non può essere impedito». E che succede? «Per noi dirigenti è difficile e gravoso convincere famiglie e docenti. Così nel caso specifico avvenuto da noi, sono stati i genitori del positivo a trattenere in quarantena il fratello per un paio di giorni. Si sono resi conto. Andrebbe prima pensato un passaggio di convincimento a livello di opinione pubblica che la quarantena non serve e nel frattempo ripristinata la vecchia gestione quarantene: tutta la classe in dad a primo caso di positività». 

 

Ultimo aggiornamento: 19:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA