Rientro in aula, un rebus: «Doposcuola gratuito per aiutare le famiglie»

Mercoledì 22 Luglio 2020 di Lorena Loiacono

Il doposcuola potrebbe essere la soluzione in mano agli istituti per andare incontro alle famiglie che, con le nuove disposizioni anti-Covid, si potrebbero ritrovare in difficoltà con gli orari scolastici stravolti dal distanziamento. Si tratterebbe di un servizio mirato, senza spesa aggiuntiva per le famiglie. La scuola infatti a settembre dovrà cambiare volto, a cominciare dalla campanella che potrebbe essere anticipata alle 7,30 per garantire l’arrivo scaglionato delle classi ed evitare così gli assembramenti tra studenti. Ma in questo modo verrebbe anticipata anche l’uscita degli studenti: il tempo pieno ad esempio, che generalmente tiene in aula gli alunni fino alle 16,30, potrebbe anticipare alle 15,30. 

Non solo: le scuole possono anche decidere di far lezione il sabato, comprese quelle in cui solitamente si va solo fino al venerdì. In questo modo le lezioni verrebbero diluite su 6 giorni e quindi il tempo pieno, pur mantenendo le 40 ore settimanali, finirebbe ogni giorno alle 15 se non addirittura prima. 

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Per la didattica non cambierebbe nulla ma per le famiglie sì. Soprattutto per le necessità lavorative dei genitori. Chi andrebbe a prendere i ragazzi a scuola due ore prima? Non tutti possono coinvolgere i nonni, soprattutto se si teme di metterne a rischio la salute. Proprio per evitare che il Covid possa riprendere vigore, lo scaglionamento è previsto nell’ottica di un lavoro in collaborazione con il trasporto pubblico: non sarà possibile creare la vecchia “ora di punta” in cui tutti si mettono in moto per raggiungere la scuola o il posto di lavoro. Da lì la possibilità per le scuole di anticipare l’orario e quindi anche l’uscita. In questo modo però buona parte del pomeriggio resterebbe “scoperto”. Per garantire la permanenza a scuola fino alle 16,30 si potrebbe avviare un dopo scuola gratuito per gli alunni che ne hanno bisogno.
 


«Le scuole possono sostenere le famiglie organizzando il dopo scuola – spiega Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi – ci sono scuole che da tempo hanno adottato questo servizio ma è a pagamento. Per aiutare i genitori in difficoltà si potrebbe pensare a un servizio gratuito per chi ne farà richiesta: serve la copertura finanziaria tramite fondi destinati all’offerta formativa». Una sorta di bonus per le famiglie, come già fatto per i centri estivi o le baby sitter. 

«Ogni famiglia ha esigenze diverse così come ogni singola scuola deve trovare soluzioni ad hoc – continua Giannelli - ritengo comunque che non si debba andare oltre i tre quarti d’ora di differenza tra la prima e l’ultima classe che entra. Proprio per evitare disagi nell’organizzazione scolastica e famigliare”. 

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La rivoluzione degli orari scolastici deve essere comunque condivisa dal Consiglio di istituto: «Gli orari vengono modificati solo se c’è una valida motivazione, legata anche alle criticità del trasporto pubblico – spiega Mario Rusconi, Anp Lazio – bisogna creare meno problemi possibili alle famiglie». Il nodo dei trasporti, soprattutto quelli pubblici, non è ancora stato sciolto: «Sugli spazi ci siamo, sui trasporti invece resta ancora qualche criticità – ha sottolineato ieri la ministra all’istruzione Lucia Azzolina - ma penso che la ministra De Micheli stia facendo un buon lavoro, quindi si darà una risposta anche per i trasporti». Non solo orari, la sicurezza in classe passa anche dall’uso della mascherina e dal distanziamento tra i banchi: «Sull’obbligo della mascherina – ha continuato la ministra - è il Cts del ministero della Salute che deciderà a fine agosto. Le polemiche sul costo dei banchi? I banchi singoli consentono il recupero degli spazi: non sono uno spreco ma un investimento». 
 

Ultimo aggiornamento: 11:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA