Riapertura scuole: test salivare a campione ai ragazzi, ma servirà il consenso dei genitori

Giovedì 10 Settembre 2020 di Lorena Loiacono
Covid: test salivare a campione ai ragazzi, ma servirà il consenso dei genitori

A campione e da ripetere più volte durante l’anno scolastico, anche per gli studenti arriva il test sierologico a scuola. Lo ha annunciato la ministra all’istruzione Lucia Azzolina e ora si dovrà decidere quale procedura seguire per coinvolgere i ragazzi, senza traumi né criticità già incontrate con il personale scolastico. 

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La misura di screening infatti, adottata per i docenti su base volontaria e gratuita, inizialmente ha provocato non pochi problemi tra chi si rifiutava di sottoporsi all’esame e chi invece non riusciva a farlo, per i ritardi nelle consegne dei kit. Poi il numero di test tra il personale scolastico è aumentato, crescendo mano a mano che si avvicina il primo giorno di scuola, e stanno arrivando i primi risultati nelle scuole. Qualora ci fosse un caso positivo, chiaramente il docente andrebbe sostituito in cattedra prima del 14 settembre. Ma ora si passa alla seconda fase di screening, quella che andrebbe a coinvolgere gli alunni. In questo modo il quadro sarebbe più preciso, anche perché i test fatti a campione verranno ripetuti più volte durante l’anno. 

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Il confronto dei dati potrebbe aiutare i medici ad individuare i ragazzi positivi asintomatici ma anche i punti deboli delle misure contenitive messe in atto. E allora si procede su questa strada. Sarà necessaria l’autorizzazione da parte delle famiglie, nel caso di ragazzi minorenni, e si deciderà con quale procedura avviare lo screening. Sul tampone nasale ci sono seri dubbi perché potrebbe risultare decisamente fastidioso, soprattutto per i bambini, ed è ritenuto troppo invasivo. Per evitare problemi e quindi anche per evitare che i tempi si vadano ad allungare, probabilmente si deciderà per un tampone faringeo oppure per un test da effettuare esclusivamente sulla saliva. Si tratterebbe di un’analisi molto più semplice da realizzare e comunque sicura, come confermato anche dagli esperti dello Spallanzani di Roma. 
 

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Ed è la scelta adottata dal Veneto dove la strada dei test sembra aver preso un altro percorso rispetto al passato: il presidente della Regione Luca Zaia infatti, presentando l’iniziativa messa in campo dall’Università di Padova, ha annunciato di voler cambiare rotta mandando a riposo il tampone classico usato fino ad oggi. Ha presentato infatti una nuova procedura che va a testare direttamente la saliva e verrà adottata subito per il personale docente. In questo modo gli insegnanti verrebbero testati anche ogni 20 giorni con risultati immediati. «Il test sulla saliva – ha assicurato Zaia - è una grande innovazione e un’ulteriore spinta per il test rapido, che è il miglior sistema per gestire la sanità». Più veloce, quindi, e ugualmente affidabile. 

L’analisi della saliva sui bambini potrebbe una soluzione indolore. Non solo, potrebbe essere ulteriormente velocizzata effettuando una raccolta di campione salivare sull’intera classe, con cui i bambini andrebbero a depositare la saliva in un unico campione. Il campione “di gruppo” viene esaminato e, se negativo, dopo una sola analisi si passa alla classe successiva. In caso di positività, invece, si va a cercare il singolo soggetto positivo. 

La partenza dello screening è ancora allo studio ma ci sono realtà già avviate nell’autonomia delle Regioni. Come accaduto in Campania infatti, dove il test facoltativo per i docenti è stato reso obbligatorio dal governatore Vincenzo De Luca, così gli enti locali in altre aree del Paese potrebbero decidere di muoversi in autonomia. A Milano, ad esempio, è già partita una sperimentazione: circa 6mila kit, sviluppati dall’università Statale di Milano, sono stati distribuiti in 14 scuole tra elementari, medie e superiori. Si tratta in questo caso di un test che si fa direttamente sul sangue, ovviamente facoltativo, che si può fare facilmente in casa raccogliendo due gocce di sangue con una puntura pungidito. Il campione viene poi consegnato all’ospedale Buzzi dove si procede con le analisi. 
 

Ultimo aggiornamento: 07:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA