Università Federico II, corsa a tre per il rettorato: in campo anche Basile

Sabato 14 Settembre 2019 di Mariagiovanna Capone
Sono i giorni della strategia, del silenzio e dell'arrocco. Proprio come una partita a scacchi i giocatori si pongono sulla difensiva e prendono tempo per capire le prossime mosse dell'avversario, cercando di capire il ruolo che avranno alfieri, torri e cavalli. Il 31 ottobre 2020 scade il mandato di Gaetano Manfredi come rettore dell'Università Federico II e questi sono i mesi della strategia, utili a tessere legami, siglare accordi, convincere gli indecisi.
 
Il tempo a disposizione c'è ma non è poi tanto, infatti, il corpo elettorale è convocato dal decano non prima di centottanta giorni dalla scadenza del mandato del rettore in carica. Per aprile i giochi devono essere belli che fatti ed entro febbraio i candidati devono farsi avanti. La corsa a tre è confermata: si contenderanno il posto da rettore della Federico II quindi Luigi Califano, presidente della Scuola di medicina e chirurgia, Matteo Lorito, direttore del dipartimento di Agraria, e Achille Basile, ordinario di Metodi matematici per l'economia e ultimo preside della facoltà. Quest'ultimo ha annunciato in una lettera la sua candidatura, prima ancora di Califano. L'unico a mantenersi apparentemente più defilato è quindi Lorito, anche se colui che ha avuto più incontri finalizzati alla candidatura.

A scrivere per primo e uscire allo scoperto è stato quindi Achille Basile. È infatti il 26 luglio quando ai capi di dipartimento della Federico II arriva la mail con un contenuto inequivocabile in cui chiede un incontro «finalizzato a illustrare pubblicamente ai colleghi, agli studenti e al personale tecnico amministrativo il senso e le motivazioni della mia candidatura al rettorato oltre che le modalità con le quali intendo contribuire a sviluppare il dibattito nella nostra comunità per la selezione del nuovo rettore». Missiva cui sono seguiti vari incontri per sondare il terreno.

Lorito invece ha preferito muoversi con maggiore discrezione, forte degli appoggi dell'attuale governance. Ma è davvero così? Negli ultimi giorni qualcosa sta mutando e alcuni gruppi finora accostati al suo elettorato hanno gradito le proposte avanzate da Califano nell'intervista rilasciata ieri al Mattino, spostando quindi il proprio voto. In favore di Califano ci sarebbero le facoltà di Medicina, Giurisprudenza e Scienze politiche. Altri colleghi, invece, con un bacino elettorale più ampio e di peso, attendono un momento migliore per avanzare al candidato più forte «richieste» di cariche prestigiosi. L'area umanistica di Lettere è tra quelle e l'aria che si respira in queste ore è di grande tensione poiché in tanti (troppi) non si sono ancora espressi, mentre la governance attuale vorrebbe maggiore chiarezza.

Il ruolo di pro-rettore è una delle cariche più ambite. Molti associano a Califano una quota rosa e il nome sussurrato da Mezzocannone a Monte Sant'Angelo è stato quello di Cristina Trombetti, figlia dell'ex rettore Guido, dallo scorso anno direttore del dipartimento di Matematica e applicazioni. Un impegno che mal si concilierebbe con quello di pro-rettore e per questo, dopo i rumors dei giorni scorsi, la docente ha voluto precisare che «per i prossimi anni vorrei dedicare la maggior parte delle mie energie alla ricerca scientifica che resta il motivo per il quale ho scelto questo lavoro. E nulla e nessuno al mondo potrà farmi recedere. Accettando per un triennio la carica di direttore di dipartimento ho già dato il massimo possibile del mio contributo alla attività organizzativa dell'Ateneo». Ultimo aggiornamento: 12:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA