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Università Federico II, il Tar ammette 40 studenti esclusi dal numero chiuso

Mercoledì 18 Novembre 2020
Università Federico II, il Tar ammette 40 studenti esclusi dal numero chiuso

Con ordinanza cautelare il Tar della Campania ha ammesso con riserva 40 ricorrenti al corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche presso l'Università degli studi di Napoli Federico II. A darne notizia è l'Unione degli universitari. «Ancora una volta decine di aspiranti psicologi rischiavano di non poter accedere al suddetto corso di Laurea - dichiara Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale Udu - Unione degli Universitari - A causa della scelta dell'Ateneo partenopeo di utilizzare come modalità di selezione quella del voto della maturità, data la difficoltà di svolgere i test a causa della pandemia. Ma più in generale a causa della scelta di perseverare nell'istituzione del numero programmato locale in un corso di laurea in cui più volte è stata sollevata e confermata in sede di giudizio l'illegittimità del numero chiuso, in quanto non sussistono i requisiti previsti dalla normativa».

«L'Ateneo Federico II - spiega l'avvocato Michele Bonetti patrocinatore del ricorso e founder dello studio Bonetti Delia - non solo ha chiuso illegittimamente un corso di laurea che doveva essere aperto, ma non ha in alcun modo effettuato una selezione limitandosi al voto del diploma».

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«È una notizia che comunichiamo con profonda gioia e soddisfazione per tutti gli studenti che potranno immatricolarsi e avere accesso regolarmente al corso di studi in Tecniche e Scienze Psicologiche - dice Alessia Anthea Russo, coordinatrice Udu Napoli - Questo è un grande successo per tutti noi, come studentesse e studenti, ed è solo un punto di partenza, la nostra battaglia per garantire il diritto allo studio e il libero accesso all'Università continua!».

Concludono Gulluni e Russo: «Questa pronuncia conferma che il numero programmato rappresenta una fortissima lesione del diritto allo studio oltre che al futuro di tantissimi studenti e studentesse e chiediamo alla Federico II e tutti gli atenei italiani di abolire tutti i numeri programmati locali attualmente attivi, lo chiediamo nell'interesse degli studenti, ma anche nell'interesse dell'Ateneo federiciano e del sistema universitario, che amplierebbe senza dubbio la propria platea studentesca, innalzando di fatto il livello culturale e professionale del Paese».

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