Scuola Superiore a Napoli, ecco il vertice: Giordano, Nicoletti e Recinto

Giovedì 28 Febbraio 2019 di Maria Pirro
L'oncologo Antonio Giordano, impegnato nella ricerca scientifica tra Napoli e Filadelfia, direttore dello Sbarro Institute e docente all'Università di Siena. Il chirurgo plastico Giovanni Francesco Nicoletti, prorettore vicario alla Vanvitelli ed ex assessore alla Provincia di Caserta. E l'avvocato Giuseppe Recinto, professore di istituzioni di diritto privato alla Federico II. Due medici e un giurista, dunque, entrano nel comitato ordinatore della nascente Scuola superiore meridionale con sede a Mezzocannone: li ha individuati il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti.

L'organismo è a cinque: tre componenti scelti da Roma, uno dalla Federazione delle scuole superiori (di cui fa parte anche la Normale di Pisa dopo il dietrofront e le polemiche sulla sede distaccata prevista in città) più uno proveniente dalla Federico II, cui fa riferimento la Scuola. Ateneo che, su indicazione del consiglio di amministrazione, punta direttamente sul rettore Gaetano Manfredi.
 
Formalizzare gli incarichi è il primo passo per dare il via alla programmazione della didattica: l'obiettivo è partire con due o quattro dottorati «speciali» già nel 2019, da portare a otto una volta a regime (entro il triennio). «È una grande scommessa, perché è importante avere standard qualitativi elevatissimi anche per attrarre giovani di talento da tutt'Italia e dall'estero», fa notare Manfredi, che presiede la Conferenza dei rettori universitari italiani, e da ieri può vantare un ulteriore risultato: la Federico II scala la classifica dei migliori atenei del mondo, con Qs Ranking guadagna diciotto posizioni rispetto all'anno precedente.

Una peculiarità dei nuovi dottorati è la seguente: prevedono tutti un tempo più lungo per l'attività di ricerca, quattro anni anziché tre. In più, i corsi hanno un'anima internazionale e una parte formativa più ampia, con caratteristiche interdisciplinari e quindi contaminazioni tra settori umanistici e scientifico-tecnologici. Non mancano i finanziamenti per provvedere: il budget stanziato con l'ultima finanziaria, la legge istitutiva, ammonta complessivamente a 50 milioni, di cui 8,2 subito disponibili. Ed è la prima volta che una Scuola superiore si trova a Sud di Roma. «Per Napoli, un importantissimo riconoscimento», sottolinea Giordano, mostrando «entusiasmo per il progetto che, nel prossimo futuro, può consentire di assumere ricercatori e docenti, e contrastare la fuga dei cervelli non solo ingiusta per i giovani, ma che penalizza il Mezzogiorno». Per questo, il medico vuole impegnarsi «a creare legami con diverse realtà internazionali, tra cui fondazioni e aziende, favorendo sinergie tra il mondo della cultura e quello del lavoro». Già avviate le procedure amministrative dalla Federico II. Oltre ai dottorati, nel triennio 2020-2022 sono infatti previsti corsi complementari per studenti e laureandi magistrali. Questa fase ovviamente è sperimentale.

Interviene Recinto: «Ringrazio innanzitutto il ministro Bussetti per l'incarico prestigioso. L'intenzione è sostenere aree di azione innovative che non sono già coperte da altre Università o Scuole superiori, e avere uno sguardo attento al Mediterraneo, anche per attrarre eccellenze dal continente africano». Nicoletti conclude: «Si tratta di una grande opportunità per tutto il Sud affidata a me e altri due colleghi legati a Napoli, con cui condivido da tempo percorsi di collaborazione professionali. Già da oggi saremo al lavoro e ci confronteremo per portare avanti con orgoglio un ragionamento di insieme». © RIPRODUZIONE RISERVATA