Arriva la Buona Università: saranno assunti i ricercatori

di ​Marco Esposito

Chiusa, con qualche batticuore, la Buona Scuola, il governo mette in cantiere la Buona Università. Il primo appuntamento è a Udine, il 2 e 3 ottobre, per una due giorni del Partito democratico dedicata al mondo universitario. Ma l’obiettivo è chiudere il mese con un decreto legge. Documenti ufficiali non ce ne sono ma sono chiari i tre capisaldi della riforma - autonomia, fine del precariato dei ricercatori e diritto allo studio - così come sono evidenti i due problemi principali: le risorse e il crescente squilibrio Nord-Sud.



A coordinare i lavori di Udine sarà la responsabile Istruzione del Pd, la senatrice Francesca Puglisi, la quale ha preparato un testo introduttivo che ha inviato a diverse teste pensanti e addetti ai lavori del mondo universitario e della ricerca. Chi lo ha letto racconta che la parola chiave del documento è appunto autonomia. Autonomia, in particolare, nella scelta dei ricercatori e dei professori, consentendo alle università il reclutamento con la sola diretta responsabilità del pareggio di bilancio. Questo equivale a dire che il blocco del turnover al 60% per il 2016 potrebbe cadere, o con il decreto legge oppure con una norma nella legge di stabilità. L’autonomia si concretizzerà anche in una semplificazione delle procedure, riducendo gli adempimenti burocratici e rafforzando il sistema di valutazione gestito dall’Anvur.



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Lunedì 21 Settembre 2015, 10:55 - Ultimo aggiornamento: 21-09-2015 15:27



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