Vaticano, nella Chiesa non si fa abbastanza contro gli abusi sulle donne

Città del Vaticano  - Se gli abusi nei confronti dei minori commessi da uomini di Chiesa registrano una condanna unanime, diverso invece è il discorso per gli abusi contro le donne. Lucetta Scaraffia, direttore del mensile dell'Osservatore Romano dedicato alle donne, punta il dito. «Mentre per i minori l'ammissione e la condanna conseguente sono obbligate, dal momento che partono da una trasgressione riconosciuta dal codice penale, per le donne il discorso è più complesso e tocca proprio il cuore dell'analisi del Papa, il potere».

Il pontefice, quando parla degli abusi, qualifica il problema sempre complessivamente, dagli abusi sessuali a quelli di potere. Per Scaraffia «la situazione delle donne rimane molto ambigua, e soprattutto all'interno dell'istituzione ecclesiastica secoli di cultura incentrata sulla donna pericolosa e tentatrice spingono a classificare queste violenze, anche se denunciate, come trasgressioni sessuali liberamente commesse da ambo le parti. Ecco allora che l'analisi sugli abusi fatta da papa Francesco ci viene ancora una volta in aiuto: se si punta il dito sul potere, sul clericalismo, gli abusi sulle religiose prendono un altro aspetto e possono venire finalmente riconosciuti per quello che sono, cioè un atto di prepotenza in cui il tatto diventa violazione dell'intimità personale».

«La differenza di potere, la difficoltà di denunciare per il timore, seriamente motivato, di ritorsioni non solo su di sé, ma anche sull'ordine di appartenenza, spiegano il silenzio che per anni ha avvolto questa prepotenza», conclude Scaraffia
Venerdì 1 Febbraio 2019, 14:14 - Ultimo aggiornamento: 01-02-2019 14:31
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP