Abusi sessuali tra preti in Vaticano, lunedì la prima udienza in un tribunale diocesano tedesco sulla "lobby gay"

Venerdì 4 Settembre 2020 di Franca Giansoldati
Città del Vaticano - Un monsignore tedesco che lavorava in Segreteria di Stato e alloggiava, fino a qualche anno fa a Santa Marta, considerato vicino alla cerchia dell'allora Benedetto XVI è accusato di violenza sessuale da un ex sacerdote (anch'egli tedesco). Il caso è all'attenzione di un tribunale diocesano in Germania e si presenta particolarmente insidioso poiché è considerato potenzialmente una bomba, visto che riguarderebbe presunte vicende scabrose avvenute all'ombra del Cupolone (tra adulti) tali da fare pensare all'esistenza della famosa lobby gay di cui ha parlato persino Papa Francesco. 

Lunedì prossimo, 7 settembre si terrà la prima udienza formale nel tribunale diocesano di Eichstätt, in Baviera. In parallelo anche la procura di Ingolstadt sta indagando sulla questione. Ha aperto una indagine per capire se si tratta una calunnia oppure se effettivamente si sono consumati reati a sfondo sessuale come sostiene la vittima, all'epoca dei fatti un sacerdote ventisettenne che lavorava sotto la autorità del presunto violentatore, all'epoca suo capo ufficio. 

Gli avvocati della vittima sono due: l'italiana Laura Sgrò e il penalista di Monaco Alexander Stevens. La vicenda in Vaticano si trascina da tempo, smentita dall'accusato, e lasciata cadere da tutti. Ha però ripreso vigore con altre testimonianze riportate negli atti depositati dai legali. In particolare una persona ha deposto un atto giurato nell'aprile scorso in cui afferma di essere stato costretto a compiere atti sessuali durante il lavoro svolto in curia. 

A fare scoppiare il caso era stata la Bild raccontando di un ex capo ufficio della Segreteria di Stato che molestava sessualmente un altro sacerdote, suo subordinato, chiedendogli con insistenza di essere masturbato, mostrandogli i propri attributi, facendogli assalti nella stanza delle fotocopie dove il rumore avrebbe sovrastato le richieste. Mobbing, pressioni, attenzioni squallide. Una storia ben poco edificante che sarebbe avvenuta anni fa, nel palazzo apostolico, messa a tacere fino all'allontanamento - in una diocesi in Germania - del presunto molestatore.

Nella testimonianza della vittima si legge che il 16 giugno 2019 è stata interrogato dalla polizia tedesca di Landshut sui fatti riguardanti i comportamenti del monsignore. «La mia deposizione è stata, come da mia richiesta, videoregistrata. Ho informato gli inquirenti non solo delle violenze subite in Vaticano, ma anche delle vendette del prelato nei miei confronti e le conseguenze che patisco a tutt’oggi. Nell’interrogatorio è emerso tutto il mio dolore, che mi è costato uno sforzo emozionale significativo, in quanto ho dovuto rammentare episodi traumatici a causa dei quali mi sono visto costretto a lasciare il servizio diplomatico della Sante Sede». 


  Ultimo aggiornamento: 17:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA