Il cardinale Parolin rassicura il nuovo governo: «Il Vaticano avrà un dialogo con tutti»

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano - Parla dal suo Veneto, terra di forte orientamento leghista. Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, vicentino di origine, ancora una volta ricorre alla realpolitik d'Oltretevere per commentare l'inedito scenario politico che si è venuto a formare dopo il voto. «Io credo che con tutti sia possibile avere un dialogo e questo si augurava anche il presidente della Cei anche prima dei risultati elettorali, dicendo che da parte nostra ci sarà la volontà di parlare con tutti e di parlare anche di cose su cui non siamo d'accordo, perché ci sembra importante che il dialogo si confronti anche su questioni che possono essere particolarmente difficili e particolarmente complesse».

Parolin è consapevole che su tanti argomenti, come per esempio in tema di immigrazione, l'orientamento di chi ha vinto le consultazioni vada in tutt'altra direzione rispetto alla predicazione papale che, anche domenica pomeriggio, insisteva nel non chiudere le porte dell'Europa a chi bussa in stato di necessità. Sul prossimo governo il cardinale non fa pronostici il cardinale, si limita a prendere atto dei movimenti politici in corso che determineranno un nuovo esecutivo con il quale anche la Santa Sede dovrà confrontarsi su tematiche di interesse bilaterale, a cominciare dalla sanità, la scuola cattolica, il sostegno ai cappellani militari (l'intesa firmata dal governo Gentiloni ora dovrà essere portata in Parlamento e approvata), la collaborazione in campo di tutela dei beni artistici. Insomma, sul tappeto c'è parecchio materiale.

«Per l'Italia mi auguro semplicemente che sia un momento in cui ci sarà uno sviluppo spirituale e materiale e che tutti lavorino in vista di questo sviluppo e per il bene comune» ha aggiunto il Segretario di Stato a margine della presentazione del libro di Stefania Falasca su Papa Luciani, al quale ha partecipato anche il direttore del Gazzettino di Venezia, Roberto Papetti (il quotidiano veneto al quale collaborava come editorialista l'allora Patriarca Luciani). «Bisogna evidentemente lavorare con chi c'è: non possiamo scegliere noi gli interlocutori. Questo non significa che la Chiesa non continuerà a svolgere il suo ruolo e a proporre determinati valori, sperando che ci sia apertura e accoglienza anche dall'altra parte»

Alla domanda: quando arriverà Papa Francesco a Venezia? Parolin ha allargato le braccia. «Quando ho parlato con il Papa ha dimostrato subito un grande interesse e una disponibilità a venire nel Veneto. Mi pare che sia già stato detto dal Patriarca che non sarà quest'anno, non sarà il 2018, quindi l'appuntamento, a Dio piacendo, sarà per l'anno prossimo».

«Papa Francesco ha spiegato questa scelta con la volontà di dare una maggiore attenzione al sud Italia, perché ultimamente si era molto concentrato su località del nord Italia. Infatti già tra qualche giorno comincerà con San Giovanni Rotondo e Pietrelcina»

 
Martedì 13 Marzo 2018, 13:55 - Ultimo aggiornamento: 13-03-2018 18:03
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1 di 1 commenti presenti
2018-03-13 14:19:28
Che dubbio c'era| I Vertici della Chiesa cattolica hanno SEMPRE collaborato con i Vincitori. E con il Potere!

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