Francesco e l'atto d'omaggio a Guadalupe, la Madonna degli indios che migrano negli Usa e cercano speranza

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – La Morenita, la Vergine di Guadalupe che ogni anno attira oltre 7 milioni di pellegrini da tutta l'America Latina, verrà ricordata questa sera a San Pietro da Papa Francesco con un atto d'omaggio divenuto ormai una consuetudine per questo pontificato. La patrona di tutti i popoli di lingua spagnola e soprattutto del continente latinoamericano, protettrice dei 'latinos' e dei migranti che cercano di attraversare il confine messicano per raggiungere gli Stati Uniti, varcando le barriere di Trump, sarà al centro di una solenne celebrazione accompagnata dal coro della Cappella Sistina e da quello del Collegio Pio Latino Americano. Mezz’ora prima, la celebrazione sarà preceduta dal rosario che culminerà con il canto dell’inno della prossima Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà nel gennaio 2019 a Panama.

Durante il viaggio in Messico del 2016, Papa Francesco - prima di recarsi al confine con gli Stati Uniti per celebrare una messa, volle fare tappa al santuario guadalupano e davanti alla Morenita spiegò che «l’unica forza capace di conquistare il cuore degli uomini è la tenerezza di Dio». La leggenda della Morenita affonda le radici nel XVI secolo, durante l'epopea dei conquistadores e l'avvio della schiavitù per milioni di indios.

Si racconta che tra il 9 ed il 12 dicembre del 1531 una figura misteriosa, Nuestra Señora de Guadalupe, apparve sulla collina del Tepeyac, a nord di Città del Messico, a Juan Diego Cuauhtlatoazin, uno dei primi aztechi a convertirsi al cristianesimo, un povero indio. Nel mantello che Juan Diego usò per raccogliere dei fiori che la Vergine gli fece trovare sbocciati fuori stagione in quel luogo desolato, si impresse miracolosamente l’immagine di Maria. Una immagine misteriosa, piena di simboli legati all'astrologia e ancora sottoposta a studi. Da questo episodio milioni di indios chiesero di essere battezzati.

«Non è la Vergine dei conquistadores, non è una dea indigena. Questa bella signora meticcia si è presentata rivestita di tutti i simboli della cosmogonia indigena, donna in gravidanza che donava ai popoli suo figlio, il redentore» si legge in un articolo pubblicato su Vatican News.

 
Mercoledì 12 Dicembre 2018, 09:55 - Ultimo aggiornamento: 12-12-2018 10:13
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