L'odissea della Sarost5 sull'Osservatore Romano: lo sbarco in Tunisia dopo i no di Francia, Malta e Italia

Città del Vaticano  -  Il Vaticano ha raccontato con evidenza l'odissea della Sarost 5, la motonave che con 40 migranti a bordo è rimasta dal 16 luglio in mare in attesa di capire dove poter attraccare. Alla fine, racconta l'Osservatore Romano in prima pagina, solo il premier tunisino, Youssef Chahed ha dato l’autorizzazione «per ragioni umanitarie» allo sbarco. I profughi a bordo erano stati tratti in salvo dalla Sarost 5, dopo che il gommone sul quale navigavano era entrato in avaria, nella zona di recupero maltese. Da quel momento è iniziata una controversia su quale Paese avresse dovuto accoglierli.  Il premier Chaled, precisando che le condizioni dei profughi a bordo della nave «sono buone» e che  «la Tunisia ha rifiutato l’apertura di campi per accogliereli. La nave non deve essere usata come un pretesto a questo scopo» precisando che i migranti non vogliono restare in Tunisia ma vogliono raggiungere l'Europa. I profughi a bordo arrivano dall’Egitto al Mali, dalla Nigeria alla Sierra Leone ma «né l’Italia né Malta né la Francia hanno concesso l’autorizzazione allo sbarco»
Lunedì 30 Luglio 2018, 17:11 - Ultimo aggiornamento: 30-07-2018 17:49
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