Papa Bergoglio, la Madonna Nera e la Polonia del nazionalista Duda

Giovedì 28 Luglio 2016 di Franca Giansoldati
Papa Bergoglio, la Madonna Nera e la Polonia del nazionalista Duda

dal nostro inviato
Czestochowa -
Papa Bergoglio si è inginocchiato davanti alla Madonna Nera, la protettrice della Polonia, l'icona dallo sguardo immenso e misterioso sotto il quale milioni di cattolici cercavano protezione sfidando le restrizioni del regime comunista. Quel volto infonde «il 
desiderio di andare oltre i torti e le ferite del passato, e di 
creare comunione con tutti, senza mai cedere alla tentazione di 
isolarsi e di imporsi», ha detto Francesco.

 

Ovviamente anche Papa Wojtyla era devoto a questa immagine alla quale ha consacrato il suo pontificato. Per la Polonia immaginava un cuore generoso ed europeista. La Polonia di oggi, invece, a distanza di 11 anni dalla sua morte si scopre in preda alla confusione. Molta Nato e ben poca Europa. Forse non gli sarebbe tanto piaciuta la Polonia. Chissà. L'economia galoppa, gli investitori scommettono su Varsavia ma, in fondo, resta una nazione a due velocità, campagne povere e città ricche, che guarda all'Europa soprattutto per i benefici materiali che può trarne ma – almeno con questo governo – senza rispettare le regole.

Duda, il giovane presidente della Repubblica, espressione del partito di destra Pis, ha lavorato per operare pesanti restrizioni ai mass media, ai giudici costituzionali mettendo in allarme Bruxelles. Proprio oggi il presidente del partito Pis (Diritto e giustizia), Kaczynski, in una intervista alla Bild ha fornito la risposta ai timori europei. La procedura messa in atto dall’Ue contro la
Polonia «si sviluppa completamente al di fuori dei trattati europei» 
e «non è altro che un allegro lavoro per il piacere della
 Commissione e dei suoi funzionari». 
Kaczynski, ha negato derive autoritarie: «I
polacchi sono e restano convinti europeisti». Anche 
sull’ipotesi di accogliere profughi siriani, Kaczynski ha
 sbarrato ogni strada.

Intanto Papa Bergoglio nella messa al santuario nazionale ha implorato conciliazione, dialogo, fraternità. Mentre incensava l'altare è caduto ma si è subito rialzato. Colpa del solito dolore artritico all'anca. Gli succede spesso. La messa è proseguita davanti ad una folla immensa. «A Cana come qui a Jasna Gora, Maria ci offre la sua vicinanza, 
e ci aiuta a scoprire ciò che manca alla pienezza della vita», ha 
detto Francesco di fronte ad una distesa folla di fedeli.

«Ora 
come allora, lo fa con premura di Madre, con la presenza e il 
buon consiglio, insegnandoci a evitare decisionismi e 
mormorazioni nelle nostre comunità. Quale Madre di famiglia, ci 
vuole custodire insieme. Il cammino del vostro popolo ha 
superato, nell’unità, tanti momenti duri; la Madre, forte ai 
piedi della croce e perseverante nella preghiera con i discepoli 
in attesa dello Spirito Santo, infonda il desiderio di andare 
oltre i torti e le ferite del passato, e di creare comunione con 
tutti, senza mai cedere alla tentazione di isolarsi e di imporsi».

Il santuario di Czestochowa è visitato ogni anno da oltre 4 milioni di pellegrini ed è considerato il cuore della Polonia cattolica. L’icona della Madonna dal volto nero venne portata dall’Ucraina a Jasna Góra, nel 1382, dal principe Ladislao. Nel corso di varie guerre l’icona venne profanata a colpi d’ascia, e ancora oggi sono visibili tre profondi sfregi sulla guancia sinistra. Eppure quel volto è sempre lì, immobile e immenso, a osservare i suoi figli. Anche per i re polacchi è stata una immagine necessaria e importante per governare. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA