Processo abusi, spunta lettera di una vittima al Papa del 2017. «La notte si infilava nel mio letto...»

Mercoledì 10 Febbraio 2021 di Franca Giansoldati
Processo abusi, spunta lettera di una vittima al Papa del 2017. «La notte mi abbassavano i calzoni»

Città del Vaticano – «Sei interessato solo al pene delle persone». «Hai una perversione sessuale». L.G. la presunta vittima degli abusi sessuali avvenuti a cento metri da Santa Marta, dove vive il Pontefice, ha inviato questi messaggi a don Gabriele Martinelli, il giovane sacerdote accusato di molestie nell'inchiesta aperta da Bergoglio proprio per fare luce su quello che è effettivamente accaduto nel Preseminario San Pio X in Vaticano, l'istituto che recluta i 'chierichetti del Papa'. Alla attenzione dei magistrati è spuntata anche una lettera dai toni drammatici scritta da L.G. al Pontefice per implorarlo a non ordinare sacerdote Martinelli, visto che di notte «si infilava nel mio letto e mi abbassava i pantaloni».

L.G ha inviato quattro anni fa una disperata lettera a Francesco. E' datata 9 giugno 2017 e racconta di avere «subito violenze psicologiche e fisiche» da parte di Martinelli, all'epoca suo compagno di seminario. 

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«Le violenze – si legge nella missiva anticipata dal Messaggero - avvenivano nella maggior parte dei casi di notte. Mi ritrovavo Martinelli sdraiato nel mio letto che mi abbassava i pantaloni del pigiama». 

«Alcune volte trovavo la forza di ribellarmi e lo cacciavo con calci e pugni. Questo generava sempre una vendetta nei miei confronti. Subivo rimproveri o castighi». «L'influenza di Martinelli su monsignor Radice gli permetteva di agire indisturbato». 

 

Nella lettera al Pontefice la vittima, L.G. dice anche era «sfinito dalle mortificazioni» e che per questo ricorreva al vescovo di Como, Coletti per denunciare tutto. La stessa cosa ha fatto, sperando di trovare aiuto, andando a parlare a monsignor Vittorio Lanzani, attuale dirigente della Fabbrica di San Pietro il quale lo assicurò che avrebbe informato il cardinale Comastri. Poco tempo dopo però L.G. fu allontanato senza motivo dal coro della Cappella Giulia.

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«La sofferenza purtroppo con gli anni non è finita. Anche oggi soffro di incubi, disturbi del sonno e crisi di panico. Le violenze subite, abbinate al ricatto e all'indifferenza di preti, vescovi e cardinali mi hanno trasformato in una persona chiusa in se stessa e hanno abbassato la mia autostima». La lettera disperata termina così: «Sabato Martinelli verrà ordinato sacerdote e il pensiero che lui possa rovinare la vita di altri ragazzi come ha rovinato ha fatto con me mi fa» star male (…). Effettivamente Martinelli fu poi ordinato sacerdote.

 

Nel corso dell’udienza di stamattina sono state lette in tribunale diversi messaggi su Messenger o WhatsApp tra L.G. e Martinelli, risalenti al periodo in cui entrambi avevano già lasciato il Preseminario. La presunta vittima accusava il sacerdote di avergli fatto sempre del male e di averlo messo in cattiva luce con gente, inclusi superiori, ai quali non aveva fatto niente. Ne esce il quadro di una amicizia morbosa.

L.G. chiedeva di essere lasciato in pace e di non essere tempestato di telefonate. Martinelli, però, in aula, si è difeso dicendo che il linguaggio, seppur volgare, tipico dei ragazzi non significa nulla. Poi ha spiegato che mai e poi mai L.G gli ha mai rivolto per iscritto le accuse sulle violenze contenute nelle lettere inviate (in forma anonima) a più riprese a diversi prelati, al cardinale Comastri, arciprete di San Pietro e al Papa. 

Cosa sia effettivamente avvenuto dentro il Preseminario dove si sarebbero consumati una serie di episodi di violenza tra il 2010 e il 2012 è  da stabilire. Nel procedimento è coinvolto anche monsignore Enrico Radice, ex rettore del Preseminario, per concorso in violenza sessuale per non avere impedito gli atti illeciti e per non avere denunciato.

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Martinelli nella deposizione ha ribadito che si tratta di accuse non fondate, insistendo che in questo modo «si è voluto screditare» il Preseminario. Ha, infatti, spiegato, che le accuse sono state formulate in un passaggio cruciale: nel marzo 2013  quando è naufragato definitivamente il progetto di ampliare il Preseminario anche agli universitari. «Alla fine ci sono andato di mezzo io». «Una congiura nei suoi confronti?», gli ha chiesto il promotore di Giustizia Giampietro Milano, chiedendo il nesso tra queste divisioni interne e le accuse di abusi. 

Ha anche puntualizzato che al preseminario divideva la sua stanza con il suo accusatore - L. G. la presunta vittima - e con un altro ragazzo oggi sacerdote. Per Martinelli questo sistema impediva che si compissero abusi senza che nessuno se ne accorgesse. Come pure, ha assicurato che era impossibile avere rapporti sessuali (come affermato da L.G. in diverse lettere) all'interno del piccolo bagno collocato sotto l’Altare della Cattedra nella Basilica di San Pietro. Oltre che per le dimensioni del bagno anche e soprattutto per il fatto che alle messe feriali, secondo un sistema di turnazione basato anche sull’età dei seminaristi, c'è la presenza di un solo chierichetto. Solo nelle celebrazioni della domenica, ce n'erano circa nove o dieci: «Tutti se ne sarebbero accorti se mai fosse successo qualcosa». 

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Ultimo aggiornamento: 20 Maggio, 18:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA