Fallita la mediazione di Francesco, la diocesi ribelle in Nigeria verrà commissariata

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano Papa Francesco ci ha provato. Ha cercato di far digerire la nomina di un vescovo africano appartenente ad una etnia diversa da quella della diocesi in cui era stato designato, ha minacciato il clero ribelle, ha convocato gli interessati a Roma e, alla fine, si è dovuto arrendere. Non e' riuscito a sanare la frattura. Il principio «Siamo tutti fratelli», Vangelo alla mano, in alcune zone africane non funziona. Prima vengono le differenze tribali e poi tutto il resto. Stamattina il Vaticano ha annunciato l’avvio del commissariamento della diocesi dissidente, quella di Ahiara, in Nigeria.  Il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede riferisce che il Pontefice ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Ahiara, presentata da monsignor Peter Ebere Okpaleke, e al tempo stesso ha nominato Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis della medesima diocesi, monsignor Lucius Iwejuru Ugorji, vescovo di Umuahia. Il commissariamento.

L’errore iniziale era stata la nomina di monsignor Peter Ebere Okpaleke a vescovo di Ahiara il 7 dicembre 2012 quando c ‘era Papa Benedetto XVI. La scelta aveva creato da subito malumori e resistenze da una parte di un gruppo di sacerdoti e di laici. Il motivo è riconducibile al fatto che Okpaleke e' appartenente alla etnia Iboe e non a quella Mbaise, che è maggioritaria nella diocesi nigeriana. Il 15 febbraio del 2013 monsignor Okpaleke, stanco di litigi, contestazioni, minacce, chiese quindi «umilmente» di prorogare di alcune settimane il momento della sua consacrazione episcopale e della presa di possesso della diocesi, nella speranza di un miglioramento della situazione. La situazione è andata però di male in peggio tanto che il vescovo fu consacrato il 21 maggio 2013, fuori della diocesi, in una altra cittadina. Non solo. Monsignor Okpaleke non ha mai preso possesso della diocesi ma e' stato costretto a risiedere ad Awka. Nel giugno 2017 Papa Francesco intervenne invitando il vescovo in Vaticano, confermando la sua nomina e chiedendo una lettera di scuse da parte di tutti i sacerdoti di Ahiara, ma nemmeno la sua autorità è stata sufficiente per  sbloccare la situazione. Francesco ha quindi ora sollevato dall'incarico monsignor Okpaleke (da sua richiesta) e lo ha ringraziato pubblicamente "per il suo amore alla Chiesa".





 
Lunedì 19 Febbraio 2018, 16:02 - Ultimo aggiornamento: 19-02-2018 16:29
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP