Il cardinale Burke avvia la crociata contro il Sinodo sull'Amazzonia, si basa su un documento eretico

nelle foto il cardinale Burke e monsignor Schneider (photo Pentin)
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di Franca Giansoldati

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Città del Vaticano  - Il sinodo sull'Amazzonia a meno di un mese dal suo avvio già sta creando seri problemi in Vaticano. Il cardinale Raymond Burke e il vescovo Athanasius Schneider hanno firmato una dichiarazione di otto pagine nella quale lanciano un avvertimento contro sei «gravi errori teologici ed eresie» che - a loro parere - sono contenuti nel documento di lavoro del Sinodo che si aprirà ad ottobre in Vaticano. Per questo i due presuli chiedono preghiera e digiuno per impedire che il documento venga approvato.

La dichiarazione di Burke e Schneider è stata diffusa dal National Catholic Register, una testata di stampo conservatrice. Il cardinale Burke e Schneider, ausiliare di Astana, in Kazakistan, hanno anche pubblicato un appello affinché Papa Francesco possa «confermare i suoi fratelli nella fede con un chiaro rifiuto degli errori» contenuti, a loro parere, nel documento di lavoro. Burke e Schneider lanciano  un appello al mondo cattolico di «pregare ogni giorno almeno una decina di rosari e di digiunare una volta alla settimana» per queste intenzioni in un periodo di 40 giorni, dal 17 settembre al 26 ottobre.

Le critiche che vengono mosse riguardano sei punti. Il primo riguarda il sospetto eretico di «panteismo implicito» che implica l’identificazione di Dio con l’universo e la natura dove Dio e il mondo sono una sola cosa. In secondo luogo si mette in luce che le superstizioni pagane non sono «fonti della Rivelazione divina e percorsi alternativi per la salvezza» visto che il documento vaticano indica le tribù amazzoniche «espressione della Rivelazione divina». Burke sottolinea che il Magistero rifiuta ogni relativizzazione della rivelazione di Dio. Poi si rigetta la affermazione vaticana secondo la quale gli aborigeni hanno già ricevuto la rivelazione divina, e che la Chiesa cattolica in Amazzonia dovrebbe sottoporsi a una ‘conversione missionaria e pastorale’. Un altro punto contestato riguarda l'adattamento dei ministeri cattolici ordinati ai costumi ancestrali del popolo aborigeno, concedendo ministeri ufficiali alle donne e ordinando i leader sposati della comunità come sacerdoti di seconda classe, privati di parte dei loro poteri ministeriali ma in grado di svolgere riti sciamanici.  Infine, si mette in guardia dalla  conversione ecologica integrale che include «l’adozione del modello sociale collettivo» delle tribù aborigene, dove «la personalità individuale e la libertà sono minate».
Venerdì 13 Settembre 2019, 19:10 - Ultimo aggiornamento: 13-09-2019 21:30
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