Il Papa risponde alla chiusura del Cara di Castelnuovo ricevendo 8 piccoli rifugiati

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di Franca Giansoldati

Città del Vaticano  - Prima di dirigersi verso Fiumicino a prendere l’aereo per Panama, Papa Bergoglio ha voluto ricevere a Santa Marta otto giovani rifugiati. E’ questa la risposta simbolica, silenziosa e piuttosto eloquente che Papa Francesco ha voluto dare alla notizia della chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto, lo stesso centro immigrati che aveva visitato nel 2016 per celebrare la Messa in Coena Domini, poco prima di Pasqua. «Tutti noi, musulmani, induisti, cattolici, copti, evangelici, siamo fratelli, figli dello stesso Dio che vogliamo vivere in pace» aveva detto tre anni fa.
 
 


Gli otto ragazzini vispi, dallo sguardo allegro, alcuni classificati come minori non accompagnati, ospiti di una struttura cattolica dedicata a padre Arrupe, lo hanno aspettato in fila. Naturalmente erano piuttosto emozionati ma non si sono fatti prendere dal panico. Il Papa li ha abbracciati, ha voluto conoscere il loro nome. Quando ha saputo che uno arrivava dal Venezuela gli ha detto: «Lo sai che andrò a Panama, vicino al tuo paese?» Isabel, Zarina, Samer, Mohamed, Marco, Ussein, Akmed e ancora Mohamed ascoltavano ogni sua parola. In quei pochi minuti non sono mancati selfie e le foto di gruppo. Hanno augurato al Papa buon viaggio. «Vi porterò idealmente con me, per essere con tutti gli altri giovani della GMG».  

Alle spalle questi piccoli profughi hanno storie complicate. I due adolescenti egiziani, per esempio, sono arrivati in Italia dopo una traversata nel Mediterraneo, quattro anni fa. Hanno viaggiato da soli, i genitori sono rimasti nel villaggio. Volevano tentare la fortuna, la situazione non era positiva, sognavano un futuro migliore. Ora frequentano le scuole, parlano benissimo l’italiano, conoscono persino la Costituzione perché al Centro Arrupe ci sono volontari che l’anno scorso, per festeggiare i 70 anni della Carta, si sono offerti di insegnare i valori sui quali si fonda la Repubblica Italiana. Hanno anche imparato, in questi anni, a conoscere la cultura italiana, la geografia, l'arte. I loro paesi di provenienza sono Egitto, Salvador, Venezuela e il Tagikistan.

Papa Francesco li ha abbracciati uno ad uno e poi è partito per Fiumicino ripetendo: «Vi porterò nel mio cuore».
 
Mercoledì 23 Gennaio 2019, 18:57 - Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 08:02
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