Papa Francesco: «Ho già firmato le mie dimissioni. Entro due anni una donna alla guida di un dicastero»

Papa Bergoglio scherza: "E' la prima volta che rivelo questo particolare. Ora qualcuno andrà a chiederle a Bertone"

Papa Francesco: «Ho già firmato le mie dimissioni. Entro due anni una donna alla guida di un dicastero»
Papa Francesco: «Ho già firmato le mie dimissioni. Entro due anni una donna alla guida di un dicastero»
di Franca Giansoldati
Domenica 18 Dicembre 2022, 08:19 - Ultimo agg. 12:09
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Città del Vaticano – Dai tempi di Paolo VI è praticamente una prassi per i pontefici, anche se già Pio XII per precauzione volle firmare una lettera di dimissioni nel caso fosse stato catturato dai nazisti. Papa Francesco ha seguito l'esempio dei predecessori non appena fu eletto nel marzo del 2013. «Ho gia' firmato le mie dimissioni. Era Tarcisio Bertone il Segretario di Stato. Le firmai e gli dissi: In caso di impedimento per motivi medici o che so, ecco le mie dimissioni. Ce le avete gia'. Non so a chi le abbia date il cardinal Bertone, ma gliele ho date io quando era segretario di Stato». E' lo stesso Bergoglio a raccontarlo nell'intervista al quotidiano spagnolo Abc rilasciata in versione integrale stamattina. Francesco rispondeva alla domanda su cosa succede se un Pontefice diviene improvvisamente invalido per problemi di salute o per incidente, e se vi è uno standard conveniente per questi casi. «Quel passo fece Paolo VI e io penso anche Pio XII».

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Papa Bergoglio scherza: «è la prima volta che rivelo questo particolare. Ora qualcuno andra' a chiederla a Bertone: 'Dammi il pezzo di carta!' (ride). Probabilmente lo consegno' al cardinale Pietro Parolin, nuovo segretario di Stato. Io l'ho dato a Bertone in quanto segretario di Stato».

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Da quando Papa Francesco è stato operato d'urgenza al Gemelli, l'anno scorso, per una complicazione al colon e fu costretto a restare in sala operatoria più di cinque ore, si è spesso fatta largo l'ipotesi di eventuali dimissioni. In quei giorni la preoccupazione serpeggiava ai piani alti della curia e si era temuto il peggio. In questi ultimi mesi poi la difficoltà a camminare e a essere costretto a ricorrere all'uso del bastone e della seggiola a rotelle hanno ulteriormente alimentato speculazioni. Tuttavia Francesco ha sempre smentito ogni voce malevola e continua a fare programmi, tanto che il mese prossimo volerà in Africa per un viaggio molto faticoso in Sud Sudan e in Congo. Inoltre per sgombrare il campo da ogni equivoco, quasi volesse mettere a tacere le malelingue, nell'intervista al quotidiano spagnolo ha aggiunto: «Si governa con la testa e non con il ginocchio». Come dire che non pensa affatto a fare un passo indietro, cosa che peraltro ha ripetuto diverse volte in questi ultimi mesi. 

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Ieri Papa Francesco ha compiuto 86 anni e come è sua abitudine ha trascorso la giornata lavorando, con una agenda piena di impegni. In Vaticano sono arrivati messaggi e piccoli doni da parte di migliaia di persone, soprattutto gente comune che ha voluto manifestargli affetto e vicinanza. 

PAPA EMERITO

Nel testo dell'intervista ad Abc Francesco smentisce di voler definire lo status di Papa Emerito, chiarendo che non è in preparazione alcun documento per regolamentare il pensionamento dei pontefici. «Lo status giuridico non l'ho toccato affatto, né mi è venuta l'idea di farlo. Ho la sensazione che lo Spirito Santo non ha interesse a che mi occupi di queste cose». 

DONNE

Si sofferma anche sulla posizione delle donne al vertice della Chiesa. Finora il Papa ha nominato sottosegretarie ma ancora nessuna capo di Dicastero. Tuttavia promette di porre rimedio.  «Ma ci sarà. Ne ho in mente una per un dicastero che si renderà vacante tra due anni. Non c'è nessun ostacolo a che una donna guidi un dicastero dove un laico possa essere prefetto». Dipenderà se «si tratta di un dicastero di natura sacramentale, perchè allora deve essere presieduto da un sacerdote o da un vescovo. Anche se si discute se l'autorità provenga dalla missione, come sostiene il cardinale Ouellet, o dal sacramento, come sostiene la scuola di Rouco Varela. È una bella discussione tra cardinali, una questione che i teologi continuano a discutere». 

Gli abusi sessuali nella Chiesa continuano a scuotere l'istituzione. «È molto doloroso, molto doloroso. Si tratta di persone che sono state distrutte da chi avrebbe dovuto aiutarle a maturare e a crescere. Questo è molto duro. Anche se si trattasse di un solo caso, è mostruoso che la persona che dovrebbe condurti a Dio ti distrugga lungo la strada. E su questo non è possibile alcun negoziato» ha detto il Papa.

CONCLAVE

Papa Francesco guarda avanti e chiarisce alcuni aspetti del prossimo conclave. I cardinali che ha creato in questi dieci anni non si conoscono bene tra di loro e forse renderà più difficile la scelta. «Certo dal punto di vista umano. Ma è lo Spirito Santo che vi opera nel conclave. C'è stato qualcuno, non so chi, che ha proposto che nella elezione del nuovo Papa partecipino solo i cardinali che abitano a Roma. È questa l'universalità della Chiesa?» 

GUERRA

Non mancano poi riflessioni sul fronte diplomatico, dal Nicaragua, al Venezuela
(«La Santa Sede cerca sempre di salvare i popoli. La sua arma è il dialogo e la diplomazia. La Santa Sede non se ne va mai da sola. Viene espulsa. Cerca sempre di salvare le relazioni diplomatiche e di salvare ciò che può essere salvato con pazienza e dialogo»), per arrivare al Brasile dove difende l'amico presidente Lula: «È un caso paradigmatico. L'iter processuale è iniziato con notizie false sui media, «fake news», che hanno creato un'atmosfera che ha favorito il suo processo. Il problema delle «fake news» sui leader politici e sociali è molto serio. Possono distruggere una persona». Infine la spina nel fianco della guerra in Ucraina. «Faccio quello che posso. Non ascoltano. Ciò che sta accadendo in Ucraina è terrificante. C'è un'enorme crudeltà. È una cosa molto seria. Ed è questo che denuncio continuamente». Sia dai russi che dagli ucraini non sono mancate le critiche per la linea un po' ondivaga di Papa Bergoglio: «Qua ricevo tutti. Ora Volodymir Zelenski mi ha mandato per la terza volta uno dei suoi consiglieri religiosi. Sono in contatto, ricevo, aiuto...Non vedo una fine a breve termine perché si tratta di una guerra mondiale. Non dimentichiamolo. Ci sono già diverse mani coinvolte nella guerra. È globale. Credo che una guerra venga combattuta quando un impero inizia a indebolirsi, e quando ci sono armi da usare, da vendere e da testare. Mi sembra che ci siano in mezzo molti interessi».

SCISMA

Infine la spina nel fianco costituita dalla Chiesa in Germania: «Non mi toglie la pace. Ho scritto loro una lettera chiara. L'ho scritta da solo. Ci ho messo un mese. È stata una lettera come per dire Fratelli, rifletteteci».

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